Il ministero degli Esteri israeliano ha recentemente lanciato un’accusa contro il governo iraniano tramite un post pubblicato su X, utilizzando l’account in lingua persiana. In questo messaggio, si evidenziano le misure di sussistenza adottate da Teheran in un contesto di grave crisi economica, sottolineando le disparità tra gli aiuti destinati ai cittadini e i compensi erogati ai gruppi militanti.
Le accuse israeliane sulle misure di sussistenza
Il 7 gennaio 2026, alle ore 09:04, il ministero degli Esteri israeliano ha denunciato che il governo iraniano ha deciso di erogare un sussidio mensile di soli 7 dollari per ciascun cittadino, mentre i membri di Hezbollah ricevono stipendi mensili di 1.800 dollari, finanziati dai contribuenti iraniani. Questa disparità ha suscitato indignazione, soprattutto in un periodo in cui l’Iran sta affrontando una crisi economica profonda.
La crisi economica in Iran ha portato a un aumento delle proteste in tutto il Paese, con decine di città che hanno visto manifestazioni di massa. Queste proteste rappresentano la più grande ondata di dissenso dal 2022, caratterizzate da scioperi nei bazar e nelle università e slogan contro il regime. In risposta a questa crescente pressione sociale, il governo iraniano ha annunciato un piano di “sussidi diretti“, che prevede l’assegnazione di 7 dollari al mese per ogni cittadino, ma solo per un periodo limitato di quattro mesi.
Le reazioni alle nuove misure economiche
La nuova misura di sussidi diretti sostituisce il precedente sistema di sussidi indiretti, che era stato criticato per favorire la corruzione e i privilegi di alcuni importatori. Tuttavia, anche questa nuova strategia è stata oggetto di ampie critiche. Con un’inflazione che si attesta tra il 42 e il 52% e un crollo del rial, che ha superato 1,4 milioni di rial per dollaro, i bisogni minimi mensili di una famiglia iraniana superano i 200 dollari. Gli osservatori e i media internazionali hanno descritto il sussidio come un vero e proprio insulto, considerando il contesto di fame e carovita in cui si trovano molti cittadini.
Le misure di sussistenza del governo iraniano, quindi, non solo sono viste come inadeguate, ma anche come un tentativo di placare il malcontento popolare senza affrontare le radici della crisi economica. La situazione continua a evolversi, con la popolazione che chiede risposte più concrete e un reale miglioramento delle condizioni di vita.
