Proteste in Iran: il bilancio delle vittime raggiunge 35, oltre 1.200 arresti

Franco Fogli

Gennaio 6, 2026

Il bilancio delle violenze legate alle recenti proteste in Iran ha raggiunto almeno 35 morti, come riportato dall’agenzia statunitense Human Rights Activists News Agency il 6 gennaio 2026. Le manifestazioni, che si stanno svolgendo in tutto il Paese, hanno visto la partecipazione di migliaia di persone in oltre 250 località, coinvolgendo 27 delle 31 province iraniane. Tra le vittime figurano 29 manifestanti, quattro minori e due membri delle forze di sicurezza.

Il contesto delle proteste in iran

Le manifestazioni sono esplose a seguito di un clima di crescente insoddisfazione popolare, accentuato dalla crisi economica e dal crollo del valore del rial. La situazione è ulteriormente aggravata dalle sanzioni internazionali e dalle recenti tensioni con Israele. Le proteste attuali rappresentano le più significative dal 2022, anno della morte di Mahsa Amini, che aveva scatenato un’ondata di indignazione in tutto il Paese. Le autorità iraniane hanno risposto con una repressione severa, con oltre 1.200 arresti effettuati in poco più di una settimana di manifestazioni.

Le conseguenze delle violenze

L’agenzia Fars ha riportato che circa 250 poliziotti e 45 membri delle milizie Basij sono rimasti feriti durante gli scontri. La violenza ha suscitato preoccupazione a livello internazionale, con il presidente statunitense Donald Trump che ha avvertito il governo iraniano di un possibile intervento da parte di Washington se i manifestanti pacifici venissero “uccisi violentemente”. Questa dichiarazione riflette l’attenzione globale verso la situazione in Iran e il timore di un ulteriore deterioramento delle condizioni di vita per la popolazione. Le manifestazioni stanno attirando l’attenzione dei media e delle organizzazioni per i diritti umani, che monitorano da vicino gli sviluppi.

Il futuro delle proteste e la risposta del governo

Il futuro delle manifestazioni in Iran rimane incerto. Mentre i cittadini continuano a esprimere il loro malcontento, il governo sembra determinato a mantenere il controllo attraverso l’uso della forza. Le autorità hanno già annunciato misure di sicurezza rafforzate in diverse città per prevenire ulteriori disordini. Tuttavia, la crescente insoddisfazione sociale potrebbe portare a un aumento della mobilitazione popolare, rendendo difficile per il regime ignorare le richieste dei cittadini. La situazione attuale è un riflesso di una società in tumulto, dove le speranze di cambiamento si scontrano con la dura realtà della repressione.

×