Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha riacceso il dibattito sulla Groenlandia, affermando che l’isola è di fondamentale importanza per la sicurezza nazionale americana. Il 6 gennaio 2026, Trump ha dichiarato che discuterà della questione in un incontro previsto tra venti giorni, sottolineando la necessità di un controllo strategico sull’area, in risposta alle crescenti minacce rappresentate da Russia e Cina nell’Artico.
Il ritorno dell’interesse per la groenlandia
La Groenlandia, un territorio autonomo danese, è tornata al centro dell’attenzione dopo che Trump, dopo un periodo di silenzio, ha espresso la sua opinione sul suo valore strategico. Durante un’intervista, il presidente ha affermato che la Danimarca non è in grado di garantire la sicurezza dell’isola e ha ironizzato sul fatto che il governo danese abbia “aggiunto una slitta” come risposta alle preoccupazioni americane. Queste affermazioni hanno riacceso le polemiche, dato che nel 2019 Trump aveva già tentato di acquistare la Groenlandia, proposta che era stata respinta con fermezza da Copenaghen.
Per l’amministrazione americana, il controllo della Groenlandia è vitale per mantenere una posizione di forza nell’Artico, dove le tensioni geopolitiche continuano a crescere. Trump ha affermato che l’Unione Europea riconosce l’importanza della presenza americana sull’isola, suggerendo che l’UE stessa beneficerebbe di una maggiore influenza statunitense nella regione. La scadenza di venti giorni menzionata da Trump ha attirato l’attenzione dei media e degli analisti, che si chiedono quali possano essere le implicazioni di una tale discussione.
Le reazioni internazionali
Le reazioni alla proposta di Trump non si sono fatte attendere. La premier danese, Mette Frederiksen, ha avvertito che un attacco degli Stati Uniti a un paese della NATO sarebbe catastrofico. La sua posizione è stata ribadita anche dal primo ministro della Groenlandia, Jens Frederik Nielssen, il quale ha dichiarato: “Adesso basta”. Nielssen ha chiesto la fine delle pressioni e delle speculazioni riguardo a un’eventuale annessione dell’isola, sottolineando la necessità di dialogo attraverso canali appropriati e nel rispetto del diritto internazionale.
In una dichiarazione rilasciata da Bruxelles, una portavoce della Commissione Europea ha chiarito che non ci sono stati contatti ufficiali tra i rappresentanti dell’UE e gli Stati Uniti su questo tema. Ha ribadito l’autonomia della Groenlandia, affermando che eventuali interessi dovrebbero limitarsi a questioni commerciali e investimenti, senza oltrepassare il confine del rispetto della sovranità danese.
Anche il Regno Unito ha espresso il suo sostegno alla Danimarca. Il primo ministro britannico, Keir Starmer, ha affermato che solo la Groenlandia e il Regno di Danimarca devono decidere il futuro dell’isola, rifiutando qualsiasi rivendicazione da parte di Trump.
Il dibattito sulla Groenlandia è destinato a proseguire, con la comunità internazionale che osserva attentamente le mosse del presidente americano e le risposte dei leader danesi e groenlandesi.
