Maduro: Cuba come ‘ultima difesa’ contro l’attacco degli Stati Uniti, 32 agenti uccisi

Franco Fogli

Gennaio 5, 2026

Il 5 gennaio 2026, il presidente venezuelano Nicolas Maduro è stato catturato a Caracas durante un’operazione condotta dalle forze armate statunitensi. L’azione ha avuto un esito tragico, con la morte di 32 cittadini cubani, come confermato dal presidente cubano Miguel Díaz-Canel. Questi non erano civili, ma soldati e agenti dell’intelligence, che si trovavano in Venezuela per proteggere Maduro.

Il bilancio dell’operazione

Durante il blitz della Delta Force, avvenuto il 3 gennaio, i militari cubani hanno affrontato un’azione diretta contro gli aggressori. Díaz-Canel ha descritto i suoi compatrioti come eroi, sottolineando il loro sacrificio e annunciando un lutto nazionale di due giorni. L’operazione ha messo in luce il legame stretto tra Cuba e Venezuela, in particolare per quanto riguarda la sicurezza del presidente venezuelano. L’assistenza cubana a Maduro non è nuova; negli anni, Cuba ha inviato professionisti in Venezuela in cambio di petrolio, essenziale per l’economia cubana. Questa collaborazione ha incluso l’invio di agenti dell’intelligence e militari per garantire la sicurezza del leader venezuelano.

Le misure di sicurezza di Maduro

Secondo le ricostruzioni, gli agenti cubani erano presenti accanto a Maduro durante l’assalto delle forze speciali americane. Il presidente ha tentato di rifugiarsi in aree protette all’interno della sua residenza, ma non è riuscito a sfuggire. Nonostante le misure di sicurezza, come le “porte d’acciaio” menzionate da Donald Trump, Maduro non aveva possibilità di resistere a lungo. La Delta Force ha potuto prepararsi per l’operazione grazie a informazioni dettagliate fornite dalla CIA, che avevano ricreato le caratteristiche del rifugio del presidente.

Le preoccupazioni di Maduro

A dicembre 2025, il New York Times ha riportato che Maduro, di fronte alla crescente pressione da parte degli Stati Uniti, aveva intensificato la sua dipendenza dall’intelligence cubana. Ha modificato i protocolli di sicurezza, adottando misure come spostamenti frequenti e maggiore riservatezza riguardo alle sue residenze. Questo cambiamento riflette una crescente sfiducia nelle capacità delle forze armate venezuelane e un possibile deterioramento del rapporto tra Maduro e i militari. Fonti vicine al presidente hanno rivelato che, il 23 dicembre, Maduro ha rifiutato un’offerta di asilo in Turchia avanzata dagli Stati Uniti, un rifiuto che ha innescato l’operazione del 3 gennaio, culminando nella sua cattura.

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