Fabio Giomi, un cassiere di 62 anni, non tornerà più a lavorare presso il supermercato Pam di Siena. Questo esito segue una controversa vicenda legata al cosiddetto “test del carrello“, che ha portato Giomi a essere licenziato e successivamente reintegrato dal Tribunale di Siena. Dopo che la giustizia civile ha stabilito che il licenziamento era illegittimo e discriminatorio, Giomi ha deciso di chiudere il suo rapporto di lavoro, optando per l’indennità sostitutiva prevista dall’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, che ammonta a 15 mensilità.
La decisione di non tornare al lavoro
Il richiamo al lavoro è giunto il 31 dicembre 2025, due giorni dopo la sentenza del 29 dicembre. Tuttavia, Giomi ha deciso di rifiutare, motivando la sua scelta con la preoccupazione di affrontare un ambiente di lavoro ostile. Mariano Di Gioia, segretario della Filcams Cgil di Siena, ha spiegato che negli ultimi due mesi Giomi ha subito una pressione mediatica e personale considerevole, che lo ha profondamente provato. Di Gioia ha sottolineato che Giomi ha ritenuto che tornare in quel contesto non fosse la decisione giusta e ha preferito optare per l’indennità risarcitoria e un periodo di riposo. Attualmente, Giomi sta valutando alcune offerte di lavoro ricevute nelle ultime settimane.
Un risultato significativo per i lavoratori
Secondo quanto riportato dal sindacato, la battaglia legale intrapresa da Giomi rappresenta un traguardo storico per la categoria. Di Gioia ha affermato che la sentenza attesta che il metodo utilizzato da Pam non può diventare una prassi nella grande distribuzione, evidenziando l’importanza di questa vittoria per tutti i lavoratori del settore. Giomi ha dichiarato di aver intrapreso il ricorso non solo per sé, ma anche per i suoi colleghi, affinché simili pratiche non possano essere adottate in futuro. In un’intervista a ‘La Nazione‘, ha rivelato che solo una collega ha espresso solidarietà nei suoi confronti, confermando che la sua battaglia era motivata dalla volontà di difendere un principio di giustizia e di prevenire l’uso di pratiche punitive.
Il lungo percorso lavorativo di Giomi
Giomi ha lavorato presso il supermercato Pam per quasi quindici anni. Ha rifiutato anche qualsiasi soluzione intermedia proposta dall’azienda, come una sospensione disciplinare di dieci giorni, preferendo ricevere l’indennità sostitutiva prevista dalla legge e terminare definitivamente il suo rapporto di lavoro. La sua vicenda ha sollevato interrogativi sulle pratiche di assunzione e licenziamento nel settore della grande distribuzione, ponendo l’accento sulla necessità di tutelare i diritti dei lavoratori. La decisione di Giomi di non tornare al lavoro e di accettare l’indennità risarcitoria segna un capitolo importante nella lotta per la giustizia e la dignità sul posto di lavoro.
