Il 5 gennaio 2026, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) ha annunciato un importante passo avanti nella cooperazione fiscale globale, con l’approvazione da parte di 147 Paesi dell’introduzione della global minimum tax. Questa decisione è stata presa nell’ambito del Quadro inclusivo Ocse/G20, che si occupa dell’erosione della base imponibile e del trasferimento degli utili (Beps). L’Ocse ha comunicato che i Paesi coinvolti hanno concordato gli elementi fondamentali di un pacchetto che permetterà un funzionamento coordinato degli accordi di tassazione minima in un contesto economico sempre più digitalizzato e globalizzato.
Il pacchetto di accordi
Dopo mesi di negoziati, il pacchetto completo per un accordo “side-by-side” è stato presentato come un significativo traguardo politico e tecnico, capace di stabilire le basi per la stabilità e la certezza del sistema fiscale internazionale. Mathias Cormann, segretario generale dell’Ocse, ha sottolineato l’importanza di questo accordo, definendolo una “decisione storica” per la cooperazione fiscale internazionale. Ha anche elogiato i membri del Quadro inclusivo per il loro impegno nel finalizzare il pacchetto, che mira a semplificare le norme fiscali e a proteggere le basi imponibili.
L’Ocse ha evidenziato che gli accordi di imposta minima globale serviranno a preservare i progressi già ottenuti nel quadro globale di tassazione, garantendo a tutte le giurisdizioni, in particolare ai Paesi in via di sviluppo, il diritto di tassare i redditi generati all’interno dei loro confini. Questo rappresenta un passo cruciale per garantire che le normative fiscali siano eque e sostenibili.
Dettagli delle misure incluse
Il pacchetto approvato comprende cinque componenti essenziali. Il primo elemento prevede una serie di misure di semplificazione, destinate a ridurre gli oneri di conformità per le multinazionali e le autorità fiscali, facilitando il calcolo e la rendicontazione secondo le norme minime globali.
Il secondo aspetto riguarda l’uniformazione del trattamento degli incentivi fiscali a livello globale, attraverso l’introduzione di una nuova clausola di salvaguardia per gli incentivi basati sulle sostanze. Questo mira a garantire che tali incentivi non vengano utilizzati in modo distorto.
Un terzo punto riguarda la creazione di nuovi porti sicuri per i gruppi multinazionali, a condizione che la loro entità madre si trovi in una giurisdizione che soddisfa i requisiti minimi di tassazione. Ciò favorirà una maggiore certezza per le imprese operanti a livello internazionale.
Il quarto componente prevede un processo di valutazione basato su prove concrete, per garantire che le condizioni di parità siano mantenute tra tutti i membri del Quadro inclusivo. Infine, il pacchetto rinforza l’obiettivo che i regimi fiscali minimi nazionali continuino a rappresentare un meccanismo fondamentale nel quadro fiscale globale, specialmente per proteggere le basi imponibili nei Paesi in via di sviluppo.
L’Ocse ha dichiarato che continuerà a garantire l’efficace attuazione delle norme da parte di tutti i Paesi e giurisdizioni, offrendo assistenza per lo sviluppo delle capacità necessarie.
