Il presidente e fondatore di Nomisma Energia, Davide Tabarelli, ha rilasciato un’intervista all’agenzia Adnkronos il 4 gennaio 2026, in cui esprime la sua visione sul futuro del Venezuela e sull’industria petrolifera. Tabarelli, con una carriera dedicata all’analisi energetica, ha descritto il petrolio come “il passato, il presente e il futuro del Venezuela”, sottolineando le enormi opportunità che il paese ha perso nel corso degli anni.
Il petrolio e le sue conseguenze in venezuela
Secondo Tabarelli, il petrolio rappresenta una “opportunità gigantesca, fallita” per il Venezuela. La sua analisi si concentra sull’impatto devastante delle operazioni militari statunitensi, che definisce come “una catastrofe per il Paese”. La produzione di petrolio è crollata, portando a una diminuzione del reddito procapite e costringendo circa 8 milioni di persone a lasciare il paese. Questo fenomeno ha generato un aumento della povertà e della fame, rendendo il Venezuela un esempio emblematico della cosiddetta “maledizione del petrolio“.
Tabarelli fa riferimento a questo concetto, noto anche come “oil curse”, e alla “Dutch disease”, evidenziando come le nazioni ricche di risorse minerarie possano trovarsi intrappolate in un ciclo di corruzione e instabilità. Negli ultimi 25-30 anni, il Venezuela ha vissuto una continua erosione delle proprie risorse, che sono state utilizzate per sostenere un regime al potere piuttosto che per il benessere della popolazione.
Geopolitica e crisi del regime
L’intervista si sofferma anche sull’arresto del presidente Nicolas Maduro, descritto da Tabarelli come un “evento drammatico” con gravi ripercussioni geopolitiche. Secondo il presidente di Nomisma Energia, l’azione militare contro Maduro rappresenta una follia, poiché non si dovrebbe mai assistere, nel XXI secolo, a un prelievo forzato di un leader da parte di un altro Stato. Questa situazione evidenzia la fragilità del contesto politico e sociale in Venezuela, aggravata da anni di cattiva gestione delle risorse petrolifere.
Le opportunità future e i modelli di successo
Nonostante le difficoltà, Tabarelli non esclude la possibilità di un futuro migliore per il Venezuela, sottolineando che il petrolio, se gestito correttamente, potrebbe rappresentare una grande opportunità. Tuttavia, cita numerosi esempi di fallimenti nel settore, come quelli di Nigeria, Libia e altri paesi, per mettere in guardia contro le insidie dell’industria petrolifera.
Contrapponendo il caso del Venezuela a quello della Norvegia, Tabarelli evidenzia come quest’ultimo paese sia riuscito a utilizzare in modo ottimale le proprie risorse, creando un fondo sovrano tra i più importanti al mondo e raggiungendo indicatori di <strongsviluppo che lo pongono ai vertici globali. La Norvegia è presentata come un esempio raro di successo, in netto contrasto con le sfide affrontate da molte nazioni, specialmente in Sud America, dove la povertà e la mancanza di stabilità rendono difficile ogni tentativo di crescita economica.
L’intervista di Tabarelli offre uno sguardo approfondito su un tema cruciale e attuale, mettendo in luce le complessità legate all’industria petrolifera e le sfide geopolitiche che il Venezuela continua ad affrontare.
