Gli interessi strategici, legati a quelli economici, dominano le dinamiche internazionali, come evidenziato dai recenti eventi in Venezuela. La questione della sovranità sembra riservata solo alle grandi potenze, in un contesto globale sempre più complesso.
Il contesto dell’intervento statunitense in venezuela
Il 4 gennaio 2026, gli Stati Uniti si trovano al centro di un acceso dibattito riguardo l’intervento in Venezuela, un Paese che possiede la più grande riserva di petrolio al mondo, con ben 303 miliardi di barili. Questo dato non è solo un numero, ma rappresenta un elemento cruciale in un ampio mosaico di interessi geopolitici. La questione del petrolio è solo una parte di un gioco più grande, definito da un vero e proprio risiko mondiale, dove gli interessi economici prevalgono su qualsiasi principio di ordine e legalità internazionale. La sovranità nazionale, in questo contesto, sembra diventare un concetto valido solo per le potenze più forti.
La strategia di donald trump
La strategia delineata dal Presidente Donald Trump si basa su una semplificazione radicale delle relazioni internazionali. Documentata nella sua Strategia per la sicurezza nazionale, questa visione prevede interventi militari mirati a sostenere interessi specifici, affrontando situazioni complesse con risposte rapide e talvolta arbitrarie. Le reazioni a queste decisioni, sia da parte di istituzioni politiche che dell’opinione pubblica, rischiano di riflettere una certa ingenuità, applicando criteri di valutazione che non si allineano con la dottrina Trump, dove il diritto internazionale perde di significato.
Il panorama del multilateralismo e le conseguenze storiche
Negli ultimi mesi, i tentativi di far riferimento a organismi internazionali come l’Onu o il Wto sembrano non avere più alcun fondamento. L’immagine del bombardamento di un Paese sovrano per modificare un regime riporta alla memoria le pagine di un Novecento caratterizzato da blocchi di potere contrapposti. Il metodo di intervento attuato a Caracas è stato già sperimentato in altre nazioni, come l’Iran e la Nigeria, e potrebbe essere replicato in diverse situazioni globali. Le trattative per l’Ucraina e le tensioni in Medio Oriente rappresentano solo alcune delle applicazioni di questa strategia.
Le interazioni tra potenze globali
In questo scenario, non è difficile immaginare che Stati Uniti, Russia e Cina possano adottare approcci simili per perseguire i loro interessi. Gli Stati Uniti si concentrano sul Venezuela e le sue risorse petrolifere, mentre Mosca ha i suoi obiettivi in Ucraina e la Cina guarda a Taiwan. La geopolitica si intreccia con l’economia, con la Russia che mira a sostenere ambizioni imperiali e la Cina che punta sulla tecnologia. L’Africa emerge come un laboratorio per testare le dinamiche della spartizione delle risorse, mentre l’India si distingue per le sue potenzialità economiche e il suo peso demografico.
Il futuro dell’europa nel contesto globale
Un interrogativo fondamentale riguarda il ruolo e il peso dell’Europa in questo contesto. Il rischio che l’Europa possa diventare una periferia decadente è concreto, e le preoccupazioni riguardo a una possibile colonizzazione sempre più pesante sono palpabili. Tuttavia, esiste la speranza che l’Europa possa prendere decisioni strategiche che le permettano di riconquistare autonomia e capacità di sviluppo, evitando di scivolare verso una marginalità sempre più accentuata.
