Messaggio al Venezuela e alla Groenlandia: la doppia sfida di Trump

Franco Fogli

Gennaio 4, 2026

Dopo un avvertimento rivolto a Delcy Rodriguez, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha riacceso le polemiche riguardo alle sue ambizioni sulla Groenlandia, suscitando la reazione indignata di Copenaghen. Questo episodio si è verificato in un contesto di tensione crescente, dopo la cattura di Nicolás Maduro e le operazioni militari condotte in Venezuela.

Nel corso di un’intervista telefonica rilasciata a The Atlantic, il 5 gennaio 2025, Trump ha espresso minacce dirette alla presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodriguez, avvertendola che “se non farà la cosa giusta, pagherà un prezzo molto alto, probabilmente più alto di quello di Maduro“, catturato dagli Stati Uniti a Caracas il 1 gennaio. Il presidente americano ha descritto la situazione in Venezuela come “un Paese andato all’inferno”, sostenendo che una “ricostruzione” sarebbe preferibile all’attuale regime. Queste affermazioni segnano un cambiamento significativo rispetto alla sua precedente posizione contraria al cambio di regime e alla costruzione di nazioni, come evidenziato da vari analisti.

Trump ha inoltre negato che l’operazione militare contro il Venezuela sia finalizzata al controllo statunitense dell’emisfero occidentale, asserendo che la decisione di catturare Maduro non è stata presa per motivi geografici. A supporto di questa posizione, Marco Rubio, segretario di Stato americano, ha chiarito che gli Stati Uniti non riconoscono Rodriguez come presidente legittima, sottolineando che circa 60 paesi condividono questa opinione.

In un contesto di tensione crescente, Trump ha avuto conversazioni “molto concrete e chiare” con Rodriguez, esortandola a “guidare” il Paese o a “farsi da parte”. Queste affermazioni sono state riportate dalla segretaria alla Sicurezza interna, Kristi Noem, durante un’intervista a Fox News.

Groenlandia, le ambizioni di Trump e la reazione danese

Nella stessa intervista, Trump ha nuovamente sollevato la questione della Groenlandia, scatenando l’ira della Danimarca. Il discorso è iniziato quando Katie Miller, moglie di uno dei più stretti consiglieri di Trump, ha condiviso sui social media una mappa della Groenlandia colorata con le stelle e strisce, accompagnata dalla parola “presto”. Trump ha affermato: “Abbiamo bisogno della Groenlandia, assolutamente”, descrivendo l’isola danese come strategicamente importante, circondata da navi russe e cinesi.

Quando gli è stato chiesto se l’attacco al Venezuela potesse preludere a un’azione militare per il controllo della Groenlandia, Trump ha risposto che spetta agli altri decidere cosa significhi l’azione militare americana in relazione al territorio danese. Tuttavia, ha ribadito la necessità della Groenlandia per scopi difensivi.

La premier danese, Mette Frederiksen, ha risposto con fermezza, esortando gli Stati Uniti a “fermare le minacce contro uno storico alleato”. Ha definito “assolutamente insensato” parlare di un possibile controllo statunitense sulla Groenlandia, sottolineando che Washington non ha alcun titolo per annettere il territorio danese. Frederiksen ha ricordato che la Groenlandia fa parte della NATO e che esiste già un accordo di difesa tra Danimarca e Stati Uniti.

Inoltre, l’ambasciatore danese negli Stati Uniti, Jesper Moeller Soerensen, ha ribadito che il Paese si aspetta “il pieno rispetto per l’integrità territoriale” danese, evidenziando la cooperazione tra Copenaghen e Washington per garantire la sicurezza nell’Artico. Nel 2025, la Danimarca ha investito 13,7 miliardi di dollari per la sicurezza nella regione.

Trump ha più volte espresso il desiderio di vedere la Groenlandia annessa agli Stati Uniti, e le recenti azioni del suo governo hanno suscitato forti reazioni sia da parte della Danimarca che dell’Unione Europea. L’operazione in Venezuela e la cattura di Maduro hanno ulteriormente allarmato gli alleati europei, poiché Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti “gestiranno” il Venezuela a tempo indeterminato, sfruttando le sue enormi riserve di petrolio. Le dichiarazioni del presidente americano evidenziano un crescente timore di ulteriori azioni aggressive nei confronti della Groenlandia e della sua posizione strategica nell’Artico.

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