Manovra: nel 2027 si abbandona Quota 103 e si allunga l’età lavorativa

Lorenzo Di Bari

Gennaio 4, 2026

La recente legge di bilancio, approvata il 4 gennaio 2026, segna un cambiamento significativo nella previdenza sociale italiana, adattandosi alle nuove realtà demografiche e alle risorse economiche disponibili. Il provvedimento introduce modifiche sostanziali al sistema pensionistico, ponendo fine a misure precedentemente in vigore e rivedendo i requisiti per l’accesso alla pensione.

Modifiche al sistema pensionistico

Il nuovo provvedimento elimina definitivamente Quota 103, una misura di anticipo pensionistico che permetteva il ritiro dal lavoro a partire dai 62 anni di età, con almeno 41 anni di contributi versati. Anche Opzione donna, che consentiva l’uscita anticipata per le donne con almeno 61 anni di età e 41 anni di contributi, non verrà rinnovata. Queste decisioni hanno suscitato preoccupazione tra i lavoratori che avevano pianificato il proprio futuro pensionistico sulla base di queste opzioni.

Il Ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha dichiarato che, se la situazione dei conti pubblici rimarrà positiva nel corso del 2026, sarà possibile rivedere il mese in più di lavoro previsto dal 2027. Questa affermazione ha sollevato speranze tra i lavoratori, che attendono ulteriori chiarimenti sulle future politiche previdenziali.

Anticipo pensionistico e nuove misure

La legge prevede il rinnovo dell’Ape sociale anche per il 2026, mantenendo il meccanismo di anticipo pensionistico per i lavoratori con mansioni gravose, che potranno ritirarsi a 63 anni e 5 mesi. Tuttavia, le risorse destinate a questi lavoratori subiranno una riduzione significativa: si prevede un taglio di 40 milioni di euro all’anno a partire dal 2033, con ulteriori riduzioni per i lavoratori precoci.

Inoltre, la manovra introduce un allineamento graduale dei requisiti per la pensione di vecchiaia all’aumento dell’aspettativa di vita. A partire dal 2028, il ddl stabilisce un incremento di tre mesi per l’accesso alla pensione, con un primo aumento di un mese previsto nel 2027.

Nuove disposizioni per i neoassunti

Dal primo luglio 2026, i neoassunti nel settore privato vedranno il loro Tfr (Trattamento di Fine Rapporto) destinato ai fondi di previdenza integrativa, a meno che non venga espressa una scelta diversa entro 60 giorni dall’assunzione. Questa misura mira a incentivare la previdenza integrativa, sebbene possa suscitare preoccupazioni tra i lavoratori riguardo alla gestione dei propri risparmi.

In un ulteriore cambiamento, la nuova legge abolisce la possibilità di cumulare i contributi versati all’INPS con quelli destinati ai fondi pensione per i lavoratori del sistema contributivo. Fonti governative hanno riferito che questa misura non ha ottenuto il successo sperato, portando alla decisione di eliminarla.

Con queste modifiche, il governo italiano si propone di affrontare le sfide legate all’invecchiamento della popolazione e alla sostenibilità del sistema previdenziale, cercando di garantire un equilibrio tra diritti dei lavoratori e disponibilità economiche. Le prossime settimane saranno cruciali per comprendere come queste nuove disposizioni influenzeranno il futuro pensionistico degli italiani.

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