Manovra fiscale: le novità per il ceto medio e la rottamazione nel 2026

Franco Fogli

Gennaio 4, 2026

Il governo italiano ha recentemente concluso una manovra economica che include misure significative per il ceto medio e introduce una nuova pace fiscale. Queste iniziative rappresentano i principali obiettivi della maggioranza, con Forza Italia a favore del taglio delle tasse, la Lega sostenitrice della pace fiscale e Fratelli d’Italia in appoggio a entrambe le misure.

Taglio delle tasse al ceto medio

Il 4 gennaio 2026, il governo ha annunciato un’importante riduzione della seconda aliquota dell’IRPEF, che scende dal 35% al 33% per i redditi compresi tra i 28.000 e i 50.000 euro. Questa modifica fa parte della riforma fiscale promossa dall’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, con il vice ministro all’Economia, Maurizio Leo, a svolgere un ruolo centrale. Il piano di riforma mira a semplificare il sistema fiscale e alleggerire il carico fiscale sui cittadini.

La nuova manovra segue un precedente intervento che ha esteso il taglio del cuneo fiscale ai redditi fino a 40.000 euro e ha accorpato i primi due scaglioni di reddito. Il governo ha chiarito che l’obiettivo non è favorire i redditi più alti, ma piuttosto sostenere il ceto medio. Leo ha sottolineato che i redditi in questione non possono essere considerati “ricchi”. Tuttavia, l’esecutivo guarda già al futuro, con l’intenzione di estendere il vantaggio fiscale anche ai redditi fino a 60.000 euro, a condizione che le risorse lo consentano.

Il valore complessivo del taglio dell’aliquota è stimato intorno ai 2,9 miliardi di euro, con un impatto previsto sulle buste paga che varia da 40 a 440 euro all’anno, a beneficio di circa 13,6 milioni di contribuenti. Il vantaggio massimo di 440 euro sarà riservato a chi guadagna fino a 50.000 euro, ma anche coloro che superano questa soglia potrebbero beneficiare della misura nei limiti del reddito che rientra nello scaglione.

Pace fiscale e misure anti-furbetti

Un’altra misura di grande rilevanza è la nuova pace fiscale, che è stata rimandata di un anno e ora trova spazio nella Legge di Bilancio. Questa iniziativa, fortemente sostenuta dalla Lega, prevede che dal 2026 i cittadini e le imprese possano regolarizzare la propria posizione fiscale in un’unica soluzione o attraverso un piano di pagamento dilazionato in 54 rate bimestrali. I debiti interessati sono quelli affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione tra il 2000 e il 2023, riguardanti imposte o contributi previdenziali non versati.

Per accedere alla pace fiscale, i contribuenti dovranno saldare l’importo originario dei debiti, senza sanzioni e con un tasso di interesse ridotto al 3%. Tuttavia, sono previsti diversi “paletti” per evitare abusi, come la condizione che solo chi ha presentato regolarmente la dichiarazione dei redditi potrà accedere a questa misura. I contribuenti completamente inadempienti non potranno beneficiare della pace fiscale. Una volta effettuata l’adesione, l’Agenzia delle Entrate comunicherà l’importo da regolarizzare e il calendario delle scadenze.

Con queste misure, il governo intende affrontare il problema del debito fiscale, che attualmente ammonta a quasi 1.300 miliardi di euro, e semplificare il sistema fiscale per i contribuenti.

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