Il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, ha respinto la proposta avanzata dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, il 23 dicembre 2025. Secondo quanto riportato, Maduro avrebbe potuto ottenere asilo in Turchia, ma ha deciso di rifiutare l’offerta. Questa decisione ha portato a una serie di eventi che culmineranno con un attacco ordinato da Trump, avvenuto tra il 2 e il 3 gennaio 2026, in cui il leader venezuelano è stato arrestato. I dettagli di questa operazione sono stati rivelati dal New York Times, che ha analizzato le dinamiche che hanno portato alla rottura dei negoziati.
Il rifiuto di Maduro
Dopo aver ricevuto l’offerta di esilio in Turchia, Maduro ha reagito con fermezza, rifiutando categoricamente l’idea. Fonti americane e venezuelane coinvolte nelle trattative hanno riferito che il presidente venezuelano ha mostrato un atteggiamento di rabbia nei confronti della proposta. Trump ha successivamente commentato i suoi contatti con Maduro, affermando: “Gli ho detto che doveva arrendersi, doveva cedere. Non ho voluto trattare. Ho detto ‘No, dobbiamo agire'”. Questo scambio ha segnato un punto di non ritorno nella relazione tra i due leader.
Preparativi per l’operazione
Il generale Dan Caine, capo di stato maggiore americano, ha confermato che l’operazione contro Maduro era pronta già per Natale. Tuttavia, gli Stati Uniti hanno deciso di concentrarsi su raid in Nigeria contro l’Isis, eseguiti il 25 dicembre, prima di lanciarsi nell’azione in Venezuela. Le condizioni meteorologiche hanno influenzato la tempistica dell’attacco. Maduro ha avuto tempo fino a Natale per evitare l’escalation, ma ha sottovalutato i segnali provenienti da Washington, come evidenziato dal New York Times, e ha pagato il prezzo per questa sottovalutazione.
Il ruolo di Delcy Rodriguez
Nel frattempo, gli Stati Uniti hanno intensificato i contatti con Delcy Rodriguez, la vicepresidente del Venezuela, considerata una potenziale successore di Maduro. Rodriguez ha impressionato i funzionari americani per la sua gestione dell’industria petrolifera del paese, ritenuta cruciale per gli interessi statunitensi. Fonti vicine alle trattative hanno rivelato che gli intermediari hanno convinto l’amministrazione Trump che Rodriguez sarebbe stata in grado di garantire e sostenere gli investimenti energetici americani in Venezuela. Trump, durante una conferenza stampa tenutasi il 3 gennaio a Mar-a-Lago, ha dichiarato che gli Stati Uniti assumeranno il controllo del Venezuela e lavoreranno con un “gruppo” per garantire una transizione politica. Sebbene non abbia fatto nomi specifici, è chiaro che Rodriguez rappresenta una figura chiave in questa fase.
Evoluzione della situazione in Venezuela
La situazione in Venezuela continua a evolversi, con Maduro ora in custodia e Rodriguez alla guida ad interim del paese. Le implicazioni di questi eventi si faranno sentire non solo a livello locale, ma anche a livello internazionale, influenzando le dinamiche geopolitiche in corso.
