Palazzo Chigi non ha ancora confermato la presenza della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, al summit previsto per il 6 gennaio 2026 a Parigi. L’incontro, convocato dal presidente francese Emmanuel Macron, vedrà la partecipazione dei leader di oltre trenta Paesi della Coalizione dei Volenterosi, con l’obiettivo di discutere le misure di supporto all’Ucraina in seguito a un possibile accordo di pace con la Russia. Questo summit si propone di rafforzare le garanzie di sicurezza e il sostegno politico e militare a Kiev.
Il governo italiano ha mantenuto una posizione ferma riguardo all’invio di soldati in Ucraina, come ribadito da Meloni durante il Consiglio europeo del 18 e 19 dicembre 2025 e in Parlamento. Oggi, Fabrizio Saggio, consigliere diplomatico della premier, si recherà a Kiev per partecipare a una missione che riunisce i responsabili europei per la sicurezza nazionale. Questo incontro potrebbe fornire indicazioni sui futuri sviluppi della situazione.
La posizione dell’italia
Durante le comunicazioni alla Camera, Giorgia Meloni ha espresso il pieno sostegno dell’Italia all’Ucraina, sottolineando l’importanza di mantenere alta la pressione sulla Russia. La premier ha evidenziato gli sforzi per la pace, ribadendo l’obiettivo di raggiungere una soluzione giusta e duratura. Meloni ha escluso categoricamente l’invio di militari italiani, affermando che il contributo dell’Italia si concentrerà su aiuti e coordinamento con gli alleati europei e atlantici. Le eventuali garanzie di sicurezza per l’Ucraina dovranno basarsi su un approccio multilaterale.
Nel suo intervento in Parlamento, Meloni ha identificato la questione territoriale, in particolare quella del Donbass, come uno dei principali nodi del conflitto. Le richieste della Russia su tali territori sono state definite “irragionevoli” dalla leader di Fratelli d’Italia, che ha affermato che ogni decisione dovrà essere presa dalle parti coinvolte, senza imposizioni esterne. L’Italia, ha assicurato, non supporterà soluzioni che possano compromettere la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina.
Il varo del decreto
Il supporto italiano a Kiev si è concretizzato anche attraverso un decreto-legge approvato durante l’ultimo Consiglio dei ministri del 2025. Questo provvedimento estende l’autorizzazione alla cessione di mezzi e materiali militari all’Ucraina fino al 31 dicembre 2026, previa approvazione parlamentare. Le priorità includono forniture logistiche, sanitarie, civili e di difesa contro attacchi aerei, missilistici, droni e informatici. Inoltre, il decreto prevede il rinnovo dei permessi di soggiorno per protezione speciale dei cittadini ucraini presenti in Italia prima del 24 febbraio 2022 e conferma la proroga della protezione temporanea per gli sfollati.
Il colloquio con trump
Giorgia Meloni ha discusso della situazione in Ucraina e di altri temi internazionali sensibili, come Gaza e il Medio Oriente, durante una telefonata di fine anno con il presidente statunitense Donald Trump. La questione territoriale rimane uno dei punti più complessi da affrontare. Il piano di pace elaborato dalla Casa Bianca prevede che, nelle regioni di Donetsk, Luhansk, Zaporizhzhia e Kherson, la disposizione attuale delle forze al momento della firma dell’accordo sia considerata come linea di contatto di fatto. Una precedente bozza chiedeva a Kiev di ritirarsi dalle aree del Donetsk ancora sotto il suo controllo, proposta respinta da Volodymyr Zelensky. Gli Stati Uniti cercano ora una mediazione, ipotizzando la creazione di zone economiche speciali sotto supervisione internazionale, mentre il Cremlino continua a rivendicare il controllo completo dell’intero Donbass.
