Madre e figlia decedute a Campobasso, esperto di sicurezza alimentare analizza le possibili cause

Lorenzo Di Bari

Gennaio 3, 2026

Il caso di Sara Di Vita, una ragazza di 15 anni, e della madre Antonella Di Ielsi, di 50 anni, ha suscitato grande preoccupazione a Campobasso, dove entrambe sono decedute recentemente. I tragici eventi si sono verificati tra il 27 e il 28 dicembre 2025, a seguito di una lunga agonia. Attualmente, si attende l’esito dei referti analitici e dell’autopsia per chiarire le cause di queste morti. Il biologo Luciano Oscar Atzori, esperto in igiene e sicurezza alimentare, ha fornito alcune ipotesi sulle possibili cause.

Le cause ipotizzate dalla comunità scientifica

Atzori ha dichiarato che, senza i referti ufficiali e senza conoscere i sintomi specifici delle vittime, è difficile avanzare conclusioni definitive. Tuttavia, ha elencato alcune possibili cause di intossicazione. Tra queste, i microrganismi tossigeni potrebbero essere una delle principali fonti di rischio. Questi organismi, presenti in alcuni alimenti, possono produrre tossine che rimangono anche dopo la cottura, rendendo gli alimenti potenzialmente pericolosi per la salute.

Un’altra possibilità considerata è quella del mitilismo, che si verifica quando si consumano mitili contaminati da alghe tossiche. Atzori ha sottolineato che, se le cozze consumate da madre e figlia erano state spurgate in modo inadeguato, ciò potrebbe aver contribuito alla situazione. L’intossicazione da mitili è una condizione seria e le sue conseguenze dipendono dalla tipologia di tossina e dalla quantità ingerita.

Funghi velenosi e contaminazione chimica

Un’altra ipotesi avanzata dal biologo riguarda l’assunzione di funghi velenosi. Questi organismi possono causare sintomi di intossicazione che si manifestano in modo ritardato, con un picco di gravità che può portare a danni irreversibili, come la necrosi epatica. Atzori ha spiegato che alcune tossine, come le amatossine, possono resistere a condizioni ambientali avverse e colpire gravemente il fegato.

Infine, Atzori ha menzionato la possibilità, sebbene remota, di contaminazione da sostanze chimiche. Queste possono derivare da pratiche inadeguate nella produzione alimentare o dall’uso di materiali non idonei a contatto con gli alimenti, noti con l’acronimo MOCA (materiali e oggetti a contatto con alimenti). Queste sostanze possono includere metalli pesanti e altre sostanze chimiche nocive.

Prossimi passi e indagini in corso

Le indagini sono ancora in corso e le famiglie delle vittime hanno già nominato legali per seguire il caso. Si attende con ansia l’esito delle autopsie e dei test di laboratorio, che potrebbero fornire ulteriori informazioni sulle cause dei decessi. La comunità locale è in attesa di risposte, mentre la notizia ha sollevato interrogativi sulla sicurezza degli alimenti e sulla necessità di controlli più rigorosi nel settore della ristorazione e nella vendita di prodotti ittici.

La situazione rimane delicata e il coinvolgimento di esperti del settore sarà fondamentale per garantire che vengano prese le giuste misure per prevenire futuri incidenti simili. La salute pubblica è una priorità e la chiarezza su questo caso potrebbe avere implicazioni significative per la sicurezza alimentare nella regione.

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