Dal 9 gennaio 2026, il pubblico avrà l’opportunità di immergersi nel prequel della celebre serie “Gomorra”, che esplora le origini del boss di Secondigliano, ambientato nella Napoli degli anni ’70. La nuova produzione si propone di raccontare la giovinezza di Pietro Savastano, interpretato da Luca Lubrano, un ragazzo di strada che aspira a una vita migliore per sé e per la sua famiglia. La serie, trasmessa su Sky e disponibile in streaming su Now, si colloca in un contesto storico di grande trasformazione, caratterizzato dalla povertà e dal contrabbando di sigarette, nonché dall’imminente diffusione dell’eroina.
Il messaggio di Marco D’amore
Marco D’Amore, regista e attore, ha condiviso la sua visione riguardo a questo progetto, sottolineando l’importanza di riflettere sulle condizioni attuali dei giovani. “Questa serie è ambientata negli anni ’70, ma parla ai ragazzi di oggi, evidenziando come alcune generazioni siano costrette a vivere in situazioni di indigenza a causa di guerre e violenze“, ha dichiarato D’Amore. Il regista, che ha anche ricoperto il ruolo di supervisore artistico e co-sceneggiatore, ha voluto chiarire che l’intento non è quello di giustificare i comportamenti dei personaggi, ma di analizzare il contesto che li ha portati a determinate scelte. La serie, composta da sei episodi e prodotta da Sky Studios e Cattleya, mira a porre l’accento sull’importanza della memoria e sull’influenza che le esperienze passate hanno sulla società contemporanea.
Il cast e i personaggi
Luca Lubrano, che interpreta Pietro, è un giovane attore che ha trovato in questo ruolo una via di riscatto. “Questa serie rappresenta il mio riscatto”, ha affermato, evidenziando come l’esperienza lo abbia aiutato a trasformare la sua passione per la recitazione in una carriera. Lubrano si sente responsabile nel raccontare storie che spesso rimangono invisibili, cercando di dare voce a chi vive situazioni simili a quelle dei suoi personaggi.
La serie approfondisce anche le origini di due figure emblematiche di “Gomorra – La serie”: Imma Savastano e Scianel, interpretate da Tullia Venezia e Fabiola Balestriere nella loro giovinezza. Le attrici hanno scelto di non incontrare le interpreti originali durante le riprese, per rendere omaggio ai personaggi e alla loro eredita. La narrazione mostra Imma come una giovane liceale con sogni di studio all’estero, mentre Annalisa (Scianel) è una madre giovane, vittima di una gelosia violenta. Questo contrasto tra le aspirazioni di Imma e le limitazioni di Annalisa riflette le difficoltà delle donne negli anni ’70, un tema che la serie affronta con sensibilità .
La produzione e il contesto storico
La creazione del prequel è frutto del lavoro di Leonardo Fasoli, Maddalena Ravagli e Roberto Saviano, che hanno esplorato il contesto sociale e culturale di Secondigliano. “Abbiamo voluto approfondire la storia di questo luogo, intervistando persone che hanno vissuto situazioni di grande difficoltà “, ha spiegato Fasoli. La serie si propone di raccontare non solo la criminalità , ma anche le speranze e le lotte di una comunità dimenticata. Ravagli ha aggiunto che il tema dell’identità è centrale per tutti i personaggi, specialmente per Pietro, che vive il dolore di sentirsi orfano e senza riferimenti.
Con la seconda stagione già in fase di sviluppo, “Gomorra – Le origini” si preannuncia come un’opera di grande impatto, capace di stimolare riflessioni profonde sulla società contemporanea e sul valore della memoria storica.
