Proteste in Iran: Trump annuncia disponibilità all’intervento, Teheran avverte

Marianna Ritini

Gennaio 2, 2026

La tensione tra Iran e Stati Uniti ha raggiunto livelli critici a seguito delle recenti dichiarazioni del presidente americano Donald Trump, il quale ha minacciato un intervento in difesa dei manifestanti iraniani. Questo avvertimento giunge in un momento in cui il Paese è scosso da violente proteste contro il governo, innescate dal crollo del rial, la valuta nazionale.

Il 2 gennaio 2026, Trump ha pubblicato un messaggio su Truth, dichiarando che se l’Iran dovesse continuare a “sparare e uccidere in modo violento manifestanti pacifici”, gli Stati Uniti sarebbero pronti a intervenire. Le manifestazioni, iniziate domenica a Teheran, si sono rapidamente diffuse in altre città, generando preoccupazioni per la sicurezza e il benessere dei cittadini.

Le manifestazioni e le vittime

Le proteste in Iran hanno preso piede in risposta alla situazione economica critica del Paese, culminando in scontri tra forze di sicurezza e manifestanti. Secondo l’agenzia di stampa iraniana Fars, due persone sono state uccise negli scontri a Lordegan, nel sudovest dell’Iran. Altre tre vittime sono state segnalate a Azna e una a Kouhdasht, nell’ovest dell’Iran. Il gruppo per i diritti umani Hengaw ha confermato che le due persone uccise a Lordegan erano manifestanti, mentre la versione ufficiale di Kouhdasht parla di un agente di sicurezza ucciso durante gli scontri.

Le tensioni sono ulteriormente aumentate quando i media britannici hanno riportato che i dimostranti sostenevano che l’agente fosse, in realtà, un manifestante colpito dalle forze di sicurezza. Anche i rapporti ufficiali hanno indicato che 13 membri delle forze di sicurezza, tra cui la Polizia e il corpo paramilitare Basij, sono stati feriti a causa del lancio di pietre da parte dei manifestanti.

Le reazioni di Teheran

In risposta alle minacce di Trump, Ali Larijani, consigliere della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, ha avvertito il presidente americano di non intervenire negli affari interni dell’Iran. Larijani ha sottolineato che qualsiasi interferenza da parte degli Stati Uniti potrebbe destabilizzare l’intera regione e danneggiare gli interessi americani. “La sicurezza nazionale dell’Iran è una linea rossa”, ha affermato Larijani, esortando Trump a riflettere attentamente sulle conseguenze di un possibile intervento.

L’ex presidente ha inoltre citato le esperienze passate degli Stati Uniti in Iraq, Afghanistan e Gaza, avvertendo che gli iraniani sono ben consapevoli dei risultati delle azioni americane. Ha concluso il suo messaggio affermando che qualsiasi tentativo di interferenza nella sicurezza dell’Iran sarà accolto con una risposta che porterà a pentirsi.

Le tensioni tra le due nazioni continuano a crescere, mentre il governo iraniano cerca di mantenere il controllo sulla situazione interna, mentre le proteste si intensificano e la comunità internazionale osserva con preoccupazione gli sviluppi in corso.

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