Pensioni di gennaio 2026: tempistiche per i pagamenti e gli aumenti previsti

Lorenzo Di Bari

Gennaio 2, 2026

Il 3 gennaio 2026 segnerà l’inizio dei pagamenti delle pensioni per coloro che riscuotono tramite Poste Italiane, mentre per chi utilizza le banche, il pagamento avverrà a partire dal 5 gennaio. L’INPS ha comunicato che le pensioni vengono normalmente accreditate il primo giorno bancabile di ogni mese, o il giorno successivo se il primo giorno è festivo o non bancabile.

Pagamenti e parametri di adeguamento

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, attraverso il decreto interministeriale del 19 novembre 2025, ha stabilito i criteri per la perequazione delle pensioni, che rappresenta l’adeguamento al costo della vita per il biennio 2025-2026. Secondo quanto riportato in una circolare dell’INPS, sono state completate le operazioni di rinnovo delle pensioni, delle prestazioni assistenziali e delle misure di accompagnamento alla pensione per il 2026.

Per quanto riguarda il calcolo della perequazione, la percentuale di variazione per l’anno 2024 è stata fissata a un incremento dello 0,8% dal 1° gennaio 2025. Poiché questo valore conferma quanto già applicato in via provvisoria, non ci saranno conguagli per i pensionati nel corso del 2025. Il trattamento minimo per i lavoratori, sia dipendenti che autonomi, è confermato a 603,40 euro mensili.

A partire dal 1° gennaio 2026, le pensioni subiranno un incremento provvisorio dell’1,4%. Questo aumento è stato introdotto per contrastare l’inflazione registrata nel 2025 e sarà oggetto di un conguaglio che verrà effettuato nell’anno successivo. La circolare INPS del 19 dicembre 2025, numero 153, stabilisce i valori provvisori del trattamento minimo per il 2026 e sottolinea che questo importo sarà utilizzato anche per determinare i limiti di riconoscimento delle prestazioni collegate al reddito per lo stesso anno.

Le pensioni minime raggiungeranno una nuova soglia di 611,85 euro mensili, equivalenti a circa 7.954 euro annui. La rivalutazione provvisoria fissata all’1,4% sarà applicata integralmente agli assegni fino a quattro volte il trattamento minimo, mentre per gli importi superiori l’aumento sarà ridotto.

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