Il 2 gennaio 2026, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha annunciato un’importante riforma riguardante l’esame di Maturità per gli studenti della secondaria di II grado. Questo cambiamento, atteso da tempo, introduce diverse novità che mirano a rendere la valutazione finale più coerente con il percorso scolastico degli studenti. Tra le modifiche più rilevanti ci sono il cambio di nome dell’esame, la ristrutturazione delle prove e l’adeguamento della commissione d’esame.
Il nuovo nome dell’esame
La prima novità riguarda il nome: l’esame di Stato non verrà più chiamato così, ma assumerà la denominazione di esame di Maturità. Questa scelta è stata motivata dall’intento di riflettere un approccio più globale e personale alla valutazione degli studenti, sottolineando l’importanza della crescita e della responsabilità individuale. La parola “maturità” evoca non solo il completamento di un ciclo scolastico, ma anche il raggiungimento di competenze e valori fondamentali per la vita adulta.
Le prove d’esame
Un altro aspetto fondamentale della riforma riguarda la struttura delle prove. La prima prova, dedicata alla lingua italiana, rimane invariata e prevede la redazione di temi. Tuttavia, la seconda prova scritta sarà specifica per ciascun indirizzo di studi, con l’obiettivo di allineare le valutazioni ai programmi scolastici. Ad esempio, per gli studenti dei licei classici, la seconda prova riguarderà il latino o il greco, mentre per gli studenti dei licei scientifici le materie potrebbero includere matematica, fisica o scienze. Questa personalizzazione delle prove è stata concepita per valutare non solo le conoscenze tecniche, ma anche le capacità di ragionamento critico, specialmente nella prova di matematica, che includerà quesiti di logica e comprensione del testo.
La commissione d’esame
Significative modifiche sono state introdotte anche per quanto riguarda la composizione della commissione d’esame. Quest’ultima sarà ora composta da cinque membri: due interni, due esterni e un presidente. Inoltre, il colloquio orale subirà un restyling per diventare ancora più interdisciplinare e selettivo. Gli studenti dovranno prepararsi su quattro materie scelte annualmente dal ministero, che verranno comunicate nel mese di gennaio. Saranno inclusi anche temi di educazione civica e i Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento (Pcto).
Il colloquio orale
Una delle novità più rilevanti riguarda l’obbligatorietà del colloquio orale. Gli studenti che decideranno di non sostenere l’orale, senza una giustificazione valida, non conseguiranno il diploma e saranno costretti a ripetere l’anno. La prova orale richiederà un elaborato critico su temi di cittadinanza attiva e solidale, riservato a coloro che hanno ottenuto almeno sei decimi in condotta. Questa misura intende rafforzare il legame tra il percorso formativo e la responsabilità civica, sottolineando l’importanza di una preparazione completa e consapevole per il futuro degli studenti.
