Crans-Montana, il genitore di una vittima di Corinaldo: “Serve maggiore controllo”

Franco Fogli

Gennaio 2, 2026

Fazio Fabini, padre di Emma, una delle giovani vittime della tragedia avvenuta alla ‘Lanterna Azzurra’ il 7 e 8 dicembre 2018, ha rilasciato dichiarazioni toccanti dopo l’incidente che ha colpito Crans-Montana, in Svizzera, il 2 gennaio 2026. Fabini, interpellato dall’agenzia Adnkronos, ha espresso la sua solidarietà verso le famiglie coinvolte in questa nuova calamità, sottolineando la mancanza di sicurezza in luoghi pubblici.

Il ricordo della tragedia di Corinaldo

Fazio Fabini ha richiamato alla mente la drammatica notte di Corinaldo, dove, oltre a sua figlia, persero la vita anche Asia Nasoni, 14 anni, promessa della ginnastica, Benedetta Vitali, 15 anni di Fano, Mattia Orlandi, 15 anni, Daniele Pongetti, 16enne di Senigallia, ed Eleonora Girolimini, madre di quattro figli. Durante l’incidente, queste giovani vite furono spezzate a causa della calca che si generò nel locale. Fabini ha evidenziato come la sicurezza sia un aspetto fondamentale che non può essere trascurato, soprattutto in contesti affollati.

Le responsabilità delle istituzioni

Fabini ha sollevato interrogativi sulla responsabilità delle istituzioni nel garantire la sicurezza nei luoghi pubblici. “Le norme esistono e sono molto severe, immagino che anche in Svizzera ci siano regolamenti simili. Perché non vengono rispettati?”, ha chiesto. Ha sottolineato l’importanza di un impegno reale da parte delle autorità nel garantire che le strutture rispettino gli standard di sicurezza, evitando che tragedie simili si ripetano. Secondo Fabini, non basta predisporre controlli, ma è essenziale che questi vengano effettuati con rigore e serietà.

Il caso della Lanterna Azzurra

Fabini ha ricordato che la discoteca dove ha perso la vita sua figlia era stata ispezionata pochi mesi prima da una commissione di esperti, che avevano dichiarato sicura l’uscita di emergenza. “Se quella persona non avesse firmato o avesse richiesto modifiche per adeguare l’uscita agli standard di sicurezza, oggi non ci troveremmo a discutere di questa tragedia“, ha affermato. Fabini ha quindi chiesto che chi sbaglia debba affrontare le conseguenze delle proprie azioni, sottolineando l’importanza di un sistema giuridico che tuteli le vittime e non lasci impuniti i responsabili.

Un appello per maggiore sicurezza

Il padre di Emma ha concluso il suo intervento esprimendo un profondo senso di impotenza e rabbia per il fatto che le tragedie continuano a ripetersi, colpendo famiglie innocenti. La sua testimonianza si fa portavoce di un’esigenza collettiva di maggiore sicurezza e responsabilità da parte di chi gestisce luoghi pubblici, affinché simili eventi non abbiano più a verificarsi.

×