Carburanti, pedaggi e Rc auto: previsti significativi aumenti nel 2026

Franco Fogli

Gennaio 2, 2026

Il 2026 ha preso avvio con una serie di rincari che colpiscono direttamente i consumatori italiani. A lanciare l’allerta è il Codacons, che evidenzia l’impatto immediato delle nuove misure economiche entrate in vigore il 1 gennaio. Dopo le spese natalizie e i festeggiamenti di Capodanno, le famiglie si trovano a dover affrontare un incremento dei costi su beni e servizi essenziali.

Rincari su beni e servizi

Dal 1 gennaio 2026, è stato attuato un riallineamento delle accise sul gasolio stabilito dal Governo, che prevede un incremento di 4,05 centesimi di euro al litro. Questo aumento si riflette direttamente sui prezzi alla pompa, con stime che indicano un incremento delle entrate statali per circa 552 milioni di euro nel corso dell’anno. Questo rincaro non colpisce solo gli automobilisti, ma potrebbe avere ripercussioni anche sui costi di trasporto e, di conseguenza, sui prezzi finali dei prodotti.

In concomitanza con l’inizio del nuovo anno, sono stati attuati anche adeguamenti tariffari sui pedaggi autostradali per molte concessionarie. Gli aumenti, che variano a seconda delle tratte, si aggirano mediamente attorno all’1,5%. Alcuni collegamenti, come la Salerno-Pompei-Napoli, vedranno rincari più elevati, rendendo più gravosi gli spostamenti quotidiani e i viaggi di lavoro.

Aumenti delle assicurazioni e del tabacco

Il 1 gennaio 2026 ha visto un incremento anche nei costi dell’Rc Auto. L’aliquota applicata ai premi assicurativi, relativa al rischio di infortunio del conducente e all’assistenza stradale, è passata dal 2,5% al 12,5% per tutti i contratti stipulati o rinnovati a partire da questa data. Questo cambiamento comporta un inevitabile aumento dei premi che peserà sugli automobilisti.

Anche i fumatori subiranno un impatto economico significativo, con il costo delle sigarette che è aumentato di 15 centesimi a pacchetto. Questo è solo l’inizio di un incremento progressivo che porterà il prezzo totale a un aumento di 40 centesimi entro il 2028. Aumenti sono stati registrati anche per le accise sul tabacco trinciato, sui prodotti a tabacco riscaldato e sulle sigarette elettroniche. Inoltre, dal 1 gennaio è stata introdotta una nuova tassa di 2 euro su tutti i pacchi provenienti da Paesi extra-UE con un valore inferiore a 150 euro, colpendo in particolare gli acquisti online tramite piattaforme asiatiche e contribuendo a ulteriori aumenti dei prezzi per i consumatori.

Impatto sulle famiglie italiane

Il Codacons ha dichiarato che “il 2026 si apre con una vera e propria raffica di aumenti”, in un momento in cui i bilanci familiari sono già gravati dai rincari del 2025. L’insieme di queste misure potrebbe deprimere ulteriormente i consumi e aggravare le difficoltà economiche di milioni di cittadini italiani.

Con l’inizio del nuovo anno, le famiglie si trovano a dover affrontare un contesto economico sempre più complesso, in cui i rincari su beni e servizi essenziali possono minacciare il potere d’acquisto e il benessere economico generale.

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