Rapimenti ed estorsioni: il re delle criptovalute sotto attacco, cresce l’interesse per l’autodifesa

Franco Fogli

Dicembre 5, 2025

Michael Carturan, un giovane italiano di 28 anni, ha vissuto un incubo a New York. È la mattina del 30 maggio 2025 quando, scalzo e visibilmente provato, si dirige verso un agente di polizia nelle strade di Soho, implorando aiuto. Carturan è stato tenuto prigioniero per 17 giorni in una townhouse dal valore di 30 milioni di dollari. Due uomini lo hanno rapito all’aeroporto, costringendolo a rivelare le password del suo portafoglio di criptovalute, il cui valore era stimato attorno ai 100 milioni di dollari. Durante la detenzione, ha subito torture, droghe e minacce, compreso l’uso di una motosega, come ha riferito alla polizia di New York.

Le storie di rapimenti e crimine

La vicenda di Carturan non è isolata. Recentemente, un tribunale canadese ha inflitto sette anni di carcere a una gang di quattro individui che avevano rapito un milionario delle criptovalute a Vancouver, nella Columbia Britannica. Per una notte intera, hanno torturato la famiglia della vittima, ottenendo in cambio due milioni di dollari in monete digitali. Un altro caso noto è quello dell’imprenditore francese David Balland, che ha subito un attacco brutale, culminato nella mutilazione di un dito, con la foto pubblicata online dai suoi rapitori.

Un’analisi dei dati mostra un incremento degli attacchi contro gli imprenditori del settore cripto, specialmente tra l’estate e l’inizio di novembre, quando il valore del bitcoin ha superato i 120.000 dollari. Questo ha spinto i cosiddetti “re delle cripto” a prendere misure preventive contro i “wrench attacks”, un termine che si riferisce a rapimenti violenti in cui le vittime sono minacciate con strumenti come chiavi inglesi. Molti imprenditori stanno partecipando a corsi di autodifesa e workshop per apprendere tecniche di fuga, mentre cresce la domanda di guardie del corpo private.

I consigli degli esperti di sicurezza

Jethro Pijlman, managing director di Infinite Risks International, una società di sicurezza di Amsterdam, ha notato un aumento significativo delle richieste di protezione nel settore delle criptovalute dal 2021. Le richieste variano dalla protezione di eventi a servizi di sicurezza personale per famiglie. Secondo Glok, un’altra startup di sicurezza, ci sono stati oltre 260 attacchi negli ultimi dieci anni, di cui 60 solo nel 2025. La maggior parte degli attacchi avviene negli Stati Uniti e aumenta in concomitanza con l’aumento del valore del bitcoin.

Pijlman sottolinea che molti rapimenti avvengono a causa della condivisione eccessiva di informazioni personali online. Gli utenti vengono avvertiti di non divulgare i propri asset e di mantenere un profilo basso. “I criminali sono abili nel raccogliere informazioni e possono seguire un bersaglio per mesi, creando profili dettagliati basati su dati pubblici”, afferma Pijlman. Queste informazioni possono includere targhe di veicoli, luoghi identificabili e routine quotidiane, facilitando attacchi mirati.

La piattaforma Coinbase Global ha riportato circa 70.000 attacchi informatici, con hacker che hanno sottratto dati sensibili, esponendo molte persone a potenziali aggressioni. Per questo motivo, fiere e conferenze dedicate alle criptovalute ora includono workshop di autodifesa e spazi per aziende di sicurezza. Durante l’ultima Plan B Conference tenutasi a ottobre a Lugano, è stato organizzato un corso di difesa personale, attirando partecipanti da tutto il mondo, molti dei quali hanno preferito rimanere anonimi per timore di ritorsioni.

Adam Healy, ex marine e fondatore di Station 70, una società di cybersecurity, ha notato un aumento della domanda di servizi di bodyguard nel settore cripto. Le assicurazioni contro i rapimenti, tradizionalmente utilizzate da dirigenti di grandi aziende, stanno guadagnando popolarità tra i milionari del bitcoin. Becca Rubenfeld, direttore operativo di AnchorWatch, ha osservato che la violenza è diventata un tema centrale nei recenti eventi del settore.

Le sfide del settore delle criptovalute

Uno dei problemi principali delle criptovalute è la mancanza di sistemi di sicurezza paragonabili a quelli delle banche. A differenza delle istituzioni bancarie, non esistono meccanismi di autorizzazione per transazioni significative. Recentemente, la startup Bron Labs ha raccolto 15 milioni di dollari per sviluppare una piattaforma di sicurezza per gli imprenditori del settore. Questa piattaforma offre opzioni di sicurezza per la gestione degli asset, tra cui recupero password e limiti sulle transazioni.

Tuttavia, questo approccio solleva interrogativi sul principio di custodia personale delle criptovalute. “Senza le chiavi private, non possiedi realmente le tue criptovalute”, avvertono alcuni investitori, paragonando la situazione alla conservazione del denaro sotto il materasso.

Negli ultimi mesi, il valore del bitcoin ha subito un forte calo, scendendo da oltre 120.000 dollari a circa 80.000 dollari, con una perdita del 23%. Le criptovalute in generale hanno visto un crollo di 800 miliardi di dollari in valore di mercato in meno di un mese. Nonostante ciò, Brian Armstrong, fondatore di Coinbase, ha rassicurato gli investitori affermando che “non ci sono possibilità che il bitcoin arrivi a zero”. Larry Fink, CEO di BlackRock, ha cambiato opinione sul bitcoin, ora vedendolo come parte di una nuova era di tokenizzazione degli asset.

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