Il 5 dicembre 2025, il genetista Francesco De Stefano ha rilasciato dichiarazioni significative riguardo alla perizia effettuata nel 2014 sulle unghie di Chiara Poggi, la giovane vittima di un omicidio avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007. De Stefano ha commentato le conclusioni della collega Denise Albani, incaricata di riesaminare i risultati nel contesto dell’incidente probatorio che coinvolge Andrea Sempio, attualmente indagato per il delitto.
Il parere di Francesco De Stefano
Francesco De Stefano ha sottolineato come la sua analisi, effettuata nel 2014, avesse portato all’identificazione di aplotipi Y parziali, non attribuibili a nessun soggetto specifico. Secondo De Stefano, le affermazioni di compatibilità tra i risultati della perizia della dottoressa Albani e il DNA di Sempio sono da considerarsi solo ipotesi. “Non ci sono risultati scientifici consolidati”, ha dichiarato, evidenziando che la presenza di caratteri genetici comuni non implica necessariamente un legame diretto con l’indagato.
In particolare, De Stefano ha fatto riferimento a un dito della mano destra di Chiara Poggi, dove la genetista Albani ha registrato dati parziali e misti. “I risultati sono contaminati”, ha aggiunto, mettendo in discussione l’affidabilità delle conclusioni tratte. La sua posizione rimane ferma: “Le ipotesi devono essere validate in aula, non ci sono certezze”.
Le implicazioni della perizia di Denise Albani
Denise Albani, attraverso la sua perizia, ha cercato di stabilire un legame tra il DNA trovato sulle unghie di Chiara Poggi e la linea paterna di Andrea Sempio. Tuttavia, De Stefano ha avvertito che le valutazioni statistiche presentate da Albani devono essere contestualizzate. “La comunità scientifica internazionale non dispone di un database adeguato per la popolazione locale, il che limita la validità delle conclusioni”, ha spiegato.
La perizia di Albani ha indicato una compatibilità “moderatamente forte/forte e moderato” tra il DNA trovato e quello di Sempio. Tuttavia, De Stefano ha avvertito che tali risultati devono essere interpretati con cautela. “La statistica può suggerire una probabilità, ma non rappresenta necessariamente la realtà dei fatti”, ha affermato, richiamando alla mente il caso di un barista inglese ingiustamente accusato di omicidio a Liverpool nel 2003.
Il contesto giuridico e le prospettive future
La questione del DNA e delle sue implicazioni giuridiche è di fondamentale importanza nel processo che coinvolge Andrea Sempio. De Stefano ha ribadito che la responsabilità di stabilire la presenza o l’assenza di collegamenti tra Sempio e il caso di Chiara Poggi spetta al giudice, che dovrà valutare tutte le prove in aula. “La mia posizione è stata sempre conservativa e garantista”, ha dichiarato, evidenziando l’importanza di non trarre conclusioni affrettate sulla base di analisi non definitive.
La continua evoluzione della scienza forense e le nuove tecnologie possono portare a ulteriori sviluppi nel caso. Tuttavia, fino a quando non ci saranno risultati più solidi e verificabili, le ipotesi rimangono tali. De Stefano ha concluso affermando che la verità deve emergere attraverso un processo giuridico rigoroso, dove ogni evidenza sarà scrutinata con attenzione.
