Yermak, il ‘tagliatore di teste’ alleato di Zelensky fin dai tempi della televisione

Franco Fogli

Novembre 29, 2025

Andriy Yermak, figura centrale nella politica ucraina, ha recentemente annunciato le sue dimissioni, un evento che segna un capitolo importante nella storia del governo di Kiev. Nato a Kiev il 21 novembre 1971, Yermak ha ricoperto per anni il ruolo di braccio destro del presidente Volodymyr Zelensky, diventando una delle personalità più influenti del paese durante il conflitto con la Russia. La sua uscita avviene in un contesto di crescente tensione e sfide politiche, evidenziando le complessità della leadership ucraina.

La carriera di Andriy Yermak

Laureato in diritto internazionale presso l’Università Taras Shevchenko, Yermak ha iniziato la sua carriera come avvocato, specializzandosi in proprietà intellettuale e diritto commerciale. Successivamente, ha intrapreso un percorso nel mondo dei media e del cinema, fondando la Garnet International Media Group e diventando membro delle accademie del cinema ucraina ed europea. Il suo incontro con Zelensky nel 2011, quando il presidente attuale era produttore generale per l’emittente Inter, ha segnato un punto di svolta nella sua carriera, portandolo a entrare in politica. Nel 2020, Yermak è stato nominato capo dell’Ufficio presidenziale.

Soprannominato il “Green Cardinal” per il suo ruolo influente e le sue apparizioni pubbliche in tenuta militare, Yermak è stato anche definito il “vicepresidente non ufficiale” e il “tagliatore di teste” di Zelensky, per la sua abilità nel rimuovere funzionari critici o rivali. Durante l’invasione russa, ha coordinato le operazioni presidenziali, i negoziati internazionali e i programmi umanitari, come “Grain from Ukraine” e “Bring Kids Back Ua”, dedicati ai bambini deportati. Ha rappresentato l’Ucraina in incontri con gli Stati Uniti, la NATO e altri partner internazionali, contribuendo a promuovere sanzioni contro Mosca e sostenendo gli sforzi di pace del presidente.

Critiche e dimissioni

Nonostante il suo ruolo di rilievo, Yermak ha affrontato critiche significative, soprattutto in patria. Il suo stile autoritario e il monopolio dell’accesso a Zelensky hanno generato sfiducia tra la popolazione e i parlamentari. Recentemente, dopo aver guidato la delegazione ucraina alle discussioni a Ginevra sul piano di pace proposto da Donald Trump, Yermak ha deciso di dimettersi a causa di indagini in corso per corruzione nel settore energetico. Ha dichiarato di collaborare pienamente con le autorità competenti.

Il presidente Zelensky ha espresso gratitudine per il contributo di Yermak, sottolineando la necessità di un “reboot” all’interno dell’Ufficio presidenziale. Questo cambiamento potrebbe rappresentare un’opportunità per ristrutturare la leadership e rispondere alle preoccupazioni sollevate dalla popolazione riguardo alla trasparenza e alla gestione della crisi attuale. Con le dimissioni di Yermak, l’Ucraina si trova di fronte a nuove sfide e opportunità nel suo percorso verso la stabilità e la pace.

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