‘La chiesa si è rotta’: il nuovo libro del sociologo Luca Diotallevi

Marianna Ritini

Novembre 27, 2025

Il sociologo Luca Diotallevi, con il suo recente libro “La chiesa si è rotta. Frammenti e spiragli in un tempo di crisi e opportunità”, pubblicato da Rubbettino, affronta un tema di grande attualità e rilevanza per l’Italia del 2025. L’opera, composta da 216 pagine e venduta a 18 euro, si propone di analizzare la crisi del cattolicesimo nel Paese, un fenomeno che non solo si riflette nei dati, ma che si manifesta anche nei comportamenti e nella cultura pubblica.

Analisi della crisi del cattolicesimo

Luca Diotallevi, attraverso un’analisi senza mezzi termini, sostiene che l’Italia non è più un paese cattolico. Questa affermazione, sebbene possa sembrare provocatoria, è supportata da un’analisi approfondita della situazione attuale. La crisi del cattolicesimo non rappresenta un declino generale della religiosità, ma piuttosto la fine di una specifica configurazione storica che ha visto il cattolicesimo come religione civile e collante sociale per decenni. Diotallevi evidenzia come, in realtà, ci sia un “boom spirituale” in corso, con nuove forme di religiosità che emergono, mentre il cattolicesimo perde il suo ruolo di religione identitaria.

Collegamenti con opere precedenti

Il libro si collega a precedenti lavori dell’autore, in particolare “La messa è sbiadita. La partecipazione ai riti religiosi in Italia dal 1993 al 2019“, dove vengono presentati dati Istat che mostrano un calo della partecipazione ai riti religiosi, passando dal 37,3% degli adulti nel 1993 al 23,7% nel 2019. “La chiesa si è rotta” non è solo un seguito, ma una vera e propria diagnosi della disgregazione del modello cattolico nazionale, invitando a ripensare la fede al di fuori di schemi tradizionali.

Tentazioni della trasformazione

Diotallevi analizza anche le tentazioni che accompagnano questa trasformazione. Da un lato, c’è il richiamo nostalgico a un’Italia cattolica, spesso più mito politico che realtà storica. Dall’altro, la possibilità di ridurre il cattolicesimo a una spiritualità leggera, assimilata alle logiche di mercato, trasformandola in un prodotto da consumare. Entrambi gli approcci, secondo l’autore, portano a una perdita dell’essenza del Vangelo.

Opportunità di rinnovamento

Il sociologo invita a vedere questa crisi come un’opportunità di rinnovamento, un “kairós“, un momento favorevole per riscoprire la radicalità della fede, libera da compromessi e influenze politiche. Il suo invito è quello di tornare alle radici del cristianesimo, in un’epoca in cui l’Italia non può più definirsi cattolica, ma può aprirsi a esperienze di fede più autentiche e libere.

Riflessioni finali

Diotallevi conclude con una riflessione profonda: “Finisce l’equazione tra Cristianesimo e religione. Finisce l’illusione di un’Italia cattolica“. Il suo libro non si limita a essere un’analisi accademica, ma rappresenta una riflessione personale e intellettuale che intreccia sociologia e fede, costringendo a confrontarsi con una trasformazione epocale. Questo testo è destinato a stimolare un dibattito pubblico, coinvolgendo credenti e non credenti nella riflessione su cosa significhi vivere e pensare la fede in un’Italia che, per la prima volta dopo secoli, non può più essere considerata cattolica.

Luca Diotallevi è attualmente professore di Sociologia presso l’Università di Roma Tre e membro del comitato scientifico della Sezione di Sociologia della Religione dell’Associazione Italiana di Sociologia.

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