Rifiuti: Dimensione Ambiente partecipa a Ecomondo 2025 sui ‘Dialoghi dell’economia circolare’

Lorenzo Di Bari

Novembre 12, 2025

Si è conclusa con un’ampia partecipazione la giornata dedicata ai Dialoghi sull’economia circolare, un evento organizzato dal Gruppo Dimensione Ambiente all’interno di Ecomondo 2025. L’incontro, moderato da Paolo Ghezzi, ingegnere civile e amministratore unico di Getas Petrogeo, ha rappresentato un’importante occasione di confronto su temi cruciali per il settore dei rifiuti, come l’innovazione industriale, la governance territoriale e la riforma degli ecoreati.

Il formato degli incontri

Gli incontri si sono svolti in un formato di dialoghi 1:1 aperti al pubblico, permettendo un’interazione diretta tra esperti, amministratori e rappresentanti istituzionali. La sessione mattutina ha messo in luce il ruolo fondamentale delle imprese, sia pubbliche che private, nella creazione di filiere circolari e competitive. Nadia Ramazzini, giurista ambientale, ha illustrato i dettagli del Circular Economy Act, un nuovo quadro normativo europeo che mira a standardizzare le regole per l’economia circolare. Secondo Ramazzini, questo atto rappresenta un cambiamento significativo, conferendo dignità industriale al settore e promuovendo un mercato unico europeo per i rifiuti e le materie prime seconde. Ha sottolineato come l’Italia, già leader nel riciclo degli imballaggi, possa sfruttare nuove opportunità nel settore dei Raee e dei tessili, dove la responsabilità estesa del produttore giocherà un ruolo chiave nello sviluppo di nuove filiere.

Le opinioni degli esperti

Alessia Scappini, amministratrice delegata di Albe Srl e Revet Spa, ha evidenziato come l’economia circolare rappresenti una leva industriale cruciale. Le aziende Albe e Revet operano in settori complementari, trasformando i rifiuti in prodotti rigenerati, contribuendo così a ridurre l’impronta di carbonio e a sostituire le materie prime vergini. Scappini ha anche messo in risalto l’importanza dell’impiego di energie rinnovabili e del recupero delle acque di processo, che rendono i cicli produttivi ancora più sostenibili, favorendo una connessione diretta tra territorio e industria.

Daniele Fortini, presidente di RetiAmbiente, ha condiviso l’esperienza della principale società pubblica toscana nella gestione integrata dei rifiuti. RetiAmbiente serve circa 1,3 milioni di abitanti in 100 Comuni e ha raggiunto il 72% di raccolta differenziata. Fortini ha sottolineato che senza impianti di riciclo adeguati, il ciclo di gestione dei rifiuti rimane incompleto. La società sta investendo in un parco impiantistico innovativo per il recupero di vari materiali, inclusi tessili e rifiuti ingombranti, al fine di trattenere sul territorio le materie prime seconde e ridurre i costi per i cittadini.

Governance e nuove normative

Un esempio di governance territoriale è stato fornito da Renzo Macelloni, sindaco di Peccioli, che ha descritto il funzionamento del “sistema Peccioli”, un modello di collaborazione tra il Comune, la società pubblica Belvedere Spa e la Fondazione Peccioli. Macelloni ha spiegato che il modello si basa su un azionariato diffuso e popolare, creando consenso e responsabilità condivisa. La discarica è parte integrante di questo sistema, necessario per lo smaltimento sicuro dei rifiuti non recuperabili. Le risorse generate hanno permesso investimenti in impianti di trattamento meccanico-biologico e biometano, contribuendo a chiudere il ciclo senza produrre nuovi scarti.

La sessione pomeridiana ha affrontato la nuova legge sugli ecoreati (n.147/2025), che ha inasprito il quadro sanzionatorio e ampliato le responsabilità in materia ambientale. Nino Tarantino, subcommissario alle bonifiche delle discariche abusive, ha illustrato le attività della struttura commissariale, sottolineando l’importanza della trasparenza e dell’operatività per rispondere alle esigenze dei cittadini. La nuova normativa, in sinergia con il lavoro della commissione, mira a rispondere alle criticità emerse in passato riguardo alla gestione delle emergenze ambientali.

Riforma e responsabilità ambientale

Giuseppe Giove, generale della divisione Carabinieri ambito forestale, ha presentato i punti chiave della riforma, che amplia i reati legati alla responsabilità amministrativa e aumenta le pene per i traffici illeciti. Ha evidenziato l’importanza di una coscienza civile per affrontare i crimini ambientali, che mettono a rischio il futuro delle nuove generazioni. Pietro Ferraris, avvocato esperto di diritto ambientale, ha aggiunto che la riforma modifica gli equilibri tra giustizia penale e amministrativa, imponendo alle imprese di prestare maggiore attenzione nella gestione delle proprie responsabilità.

Luciano Paciello, avvocato penalista, ha messo in evidenza alcune criticità del nuovo quadro normativo, notando come l’inasprimento delle pene riduca gli strumenti di mediazione, rendendo il sistema più rigido e potenzialmente dannoso per le imprese.

Il Gruppo Dimensione Ambiente ha valutato positivamente l’esito della giornata, sottolineando l’importanza del confronto tra sapere tecnico, esperienze di governance e nuove normative. Umberto Cucchetti, General Manager del Gruppo, ha affermato che la conoscenza e la trasparenza sono fondamentali per costruire un’economia circolare. Durante l’evento, Dimensione Ambiente ha anche annunciato l’acquisizione di Ecologia Ambiente, un passo significativo per consolidare e ampliare la propria presenza nel settore della gestione rifiuti, integrando nuove competenze e servizi per i clienti.

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