Andrea Sempio, l’unico indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, ha recentemente rilasciato un’intervista durante la trasmissione ‘Quarto Grado’ su Retequattro, dove ha affrontato varie questioni legate al suo caso. Sempio ha dichiarato che non esiste alcun segreto che l’avvocato Lovati possa rivelare su di lui, sottolineando il suo rispetto e affetto nei confronti del legale, con cui collabora da oltre dieci anni. Ha espresso la sua frustrazione riguardo alla copertura mediatica del caso, affermando che le falsità diffuse dai media sono la parte più pesante da affrontare.
Le dichiarazioni di Sempio sul testimone
Sempio ha commentato anche la questione di un testimone che avrebbe affermato di sapere con certezza che uno scontrino non fosse di sua proprietà . “Sono curioso di vedere come lo documenterà , perché è una cosa totalmente falsa”, ha dichiarato. Ha messo in dubbio l’esistenza di questa persona, sostenendo che le notizie circolate siano infondate. Riguardo alla presenza di due scontrini, ha spiegato che il 14 agosto si trovava nella piazza per un motivo specifico, e non per raccogliere un scontrino. Ha aggiunto di non ricordare di essere tornato in quel luogo e ha citato un audio del 2017 in cui menzionava di essere andato sia il 13 che il 14 agosto, evidenziando che non poteva sapere che quelle informazioni sarebbero state rilevanti anni dopo.
Le accuse di corruzione e confusione familiare
Sempio ha affrontato anche le accuse di corruzione nei confronti del magistrato, definendole prive di senso. Ha spiegato che non avrebbe avuto senso corrompere un magistrato che non aveva il potere di decidere su un’archiviazione. Riguardo a un’intervista in cui suo padre, Giuseppe, ha confuso le cifre relative a spese e prelievi, Sempio ha difeso la memoria del genitore, affermando che la confusione può verificarsi in situazioni di stress come un interrogatorio. Ha sottolineato che, durante le perquisizioni, è stato trovato un foglietto con annotazioni sulle spese legali, il che dimostrerebbe che il padre ha sempre tenuto traccia delle cifre in modo preciso.
Le nuove consulenze e le impronte
Un altro argomento di discussione è stata una consulenza legata a un’impronta di scarpa di misura 44, che corrisponderebbe al numero di scarpa di Sempio, rinvenuta nella villetta di Via Pascoli, dove Chiara Poggi è stata uccisa. Sempio ha espresso scetticismo riguardo alla tempistica di questa scoperta, chiedendosi perché non fosse stata menzionata nei precedenti processi. Ha anche messo in discussione l’affidabilità delle analisi del DNA, che ora si afferma siano leggibili, mentre in passato non lo erano. Ha concluso affermando di non essere coinvolto nel delitto e di dover affrontare la situazione attuale con pazienza, mentre il procedimento legale continua il suo corso.
