Durante la conferenza Comolake 2025, la consigliera di Stato Brunella Bruno ha rilasciato un’intervista all’Adnkronos, in cui ha discusso l’introduzione dell’intelligenza artificiale nel settore della giustizia amministrativa. Questo passo, secondo Bruno, è stato intrapreso per migliorare l’efficienza del sistema, mantenendo però sempre al centro la decisione umana. La consigliera ha evidenziato che la piattaforma di intelligenza artificiale e business intelligence è stata sviluppata in modo autonomo, prima dell’implementazione dell’AI Act e delle normative nazionali del 2025.
Utilizzo dell’AI generativa
Brunella Bruno ha spiegato che l’AI generativa viene utilizzata esclusivamente per l’analisi dei dati e non per la redazione di testi, per evitare qualsiasi rischio di automatismo nelle decisioni giudiziarie. Questo approccio consente ai giudici di liberarsi da compiti ripetitivi, permettendo loro di focalizzarsi sugli aspetti più critici delle decisioni, nel rispetto dei principi di etica e trasparenza. La consigliera ha messo in evidenza come questa innovazione rappresenti un passo avanti verso una giustizia più moderna e reattiva, capace di rispondere alle sfide contemporanee.
Strategia di trasformazione digitale
Il 17 ottobre 2025, durante l’intervista, Bruno ha anche sottolineato l’importanza della migrazione al cloud, in linea con il principio “cloud first” della strategia nazionale. Questo passaggio è stato fondamentale per il processo di trasformazione digitale, che ha visto una duplice azione: da un lato, l’ammodernamento dei sistemi esistenti e, dall’altro, la reingegnerizzazione dei processi interni, in conformità con il processo amministrativo telematico, di cui l’amministrazione è stata pioniera.
Governance e collaborazione
Brunella Bruno ha evidenziato che l’innovazione tecnologica è supportata da una governance interna solida, composta da un team di magistrati, dirigenti e tecnici. Questo gruppo assicura un monitoraggio costante e indipendente dello sviluppo delle soluzioni di intelligenza artificiale. L’obiettivo è quello di rendere la giustizia più efficiente e accessibile, senza compromettere la protezione dei diritti fondamentali dei cittadini.
Integrazione di competenze e valori condivisi
La consigliera ha concluso parlando del successo del progetto, il quale si fonda sull’integrazione delle competenze interne e su una collaborazione virtuosa con partner esterni. La piattaforma è stata progettata interamente all’interno dell’amministrazione, grazie al contributo di tecnici, magistrati e personale altamente qualificato. Bruno ha sottolineato l’importanza della condivisione dei valori, evidenziando come la consapevolezza del significato del progetto possa coinvolgere anche i partner privati. Questi ultimi non collaborano solo per motivi commerciali, ma anche per il valore pubblico del progetto stesso. Solo un’alleanza tra tecnologia, etica e servizio può generare fiducia autentica nella giustizia digitale, ha affermato Bruno.
