A partire dal 30 agosto 2025, il mercato del lavoro in Italia si trova di fronte a una sfida significativa. Secondo un rapporto dell’Ufficio studi della Cgia, emerge che circa il 40% dei colloqui di lavoro non ha avuto esito positivo, con particolare difficoltà nel reperire operai specializzati nei settori dell’edilizia e del manifatturiero. Questo scenario mette in evidenza le difficoltà crescenti che le aziende devono affrontare nel trovare candidati idonei per posizioni chiave.
Le difficoltà nel reperimento di operai specializzati
Nel 2024, si prevede che il mercato del lavoro accoglierà circa 5,5 milioni di nuovi ingressi, di cui quasi 840mila saranno operai specializzati. Tuttavia, la ricerca di queste figure ha mostrato un tasso di difficoltà senza precedenti: il 63,8% degli imprenditori ha dichiarato di aver incontrato notevoli ostacoli nel trovare candidati. Quando la selezione ha avuto esito positivo, il processo ha richiesto in media quasi cinque mesi. Questi dati sono stati ottenuti analizzando i report di Unioncamere e del Ministero del Lavoro, nonché il Sistema Informativo Excelsior per il trimestre agosto-ottobre 2025.
La situazione è ulteriormente complicata dall’alto numero di colloqui andati a vuoto, con il 40% delle aziende che ha segnalato l’assenza di candidati presentatisi. Le piccole e piccolissime imprese, in particolare, si trovano in difficoltà nel trovare profili come carpentieri, gruisti, fresatori, saldatori e operatori di macchine a controllo numerico. Le ragioni di questo mismatch tra domanda e offerta sono molteplici e includono la dinamica demografica e la carenza di competenze tecniche richieste dagli imprenditori.
I settori più in difficoltà
Le difficoltà nel reperire operai specializzati si concentrano principalmente nei settori dell’edilizia e del manifatturiero. All’interno di quest’ultimo, le filiere del legno, del tessile-abbigliamento-calzature e della metalmeccanica sono le più colpite. La Cgia ha evidenziato che nel Nordest, in particolare in Trentino Alto Adige, le aziende hanno registrato il tasso di difficoltà più elevato, con il 56,5% delle posizioni rimaste scoperte. Seguono Friuli Venezia Giulia (55,3%), Umbria (55%), Valle d’Aosta (54,5%) e Veneto (51,5%).
Al contrario, il Mezzogiorno presenta una situazione relativamente migliore, con la Sicilia che registra una difficoltà di reperimento del 42%, seguita da Puglia (41,9%) e Campania (41%). La media nazionale si attesta al 47,8%. Questo divario evidenzia come le opportunità lavorative non siano distribuite uniformemente su tutto il territorio nazionale.
Prospettive future e assunzioni previste
Tra agosto e ottobre 2025, le imprese italiane prevedono di effettuare 1,4 milioni di nuove assunzioni. Le Città Metropolitane di Milano e Roma si contendono il primato nazionale in termini di opportunità lavorative. Milano prevede 115.280 assunzioni, mentre Roma ne conta 114.200. Seguono Napoli con 60.290, Torino con 42.530, Bari con 42.060 e Brescia con 31.930.
Questo scenario complesso richiede un’analisi approfondita delle cause alla base della carenza di operai specializzati e delle strategie che le aziende possono adottare per attrarre e mantenere i talenti necessari per il loro sviluppo. La situazione attuale rappresenta un’opportunità per ripensare le politiche del lavoro e le modalità di formazione professionale, al fine di colmare il divario tra domanda e offerta nel mercato.