Oltre alle consuete tensioni geopolitiche, il mondo del cinema si trova al centro di una nuova polemica. Questo è accaduto il 2 dicembre 2025, quando il film “Zapisnaya knizhka rezhissera” del regista russo Aleksandr Sokurov è stato proiettato al Festival del Cinema di Venezia, in una situazione di grande fermento a causa dell’ennesimo bombardamento su Kiev. La proiezione ha suscitato una forte reazione da parte di ucraini e russi residenti all’estero, che hanno espresso il loro dissenso attraverso le piattaforme social.
Il film e il suo contenuto
“Zapisnaya knizhka rezhissera”, noto anche come “Diario del regista”, si presenta come un’opera di grande ambizione, con una durata di 5 ore e 21 minuti. Sokurov, già vincitore del Leone d’Oro nel 2011 per “Faust”, utilizza un montaggio di filmati d’archivio risalenti all’epoca sovietica. Queste immagini, che ritraggono un mondo apparentemente stabile e rassicurante, sono accompagnate da titoli in inglese che informano sugli eventi globali, inclusi i cambiamenti significativi avvenuti nell’ex Unione Sovietica.
Il film ritrae una società in cui bambini, giovani e adulti partecipano a celebrazioni, esprimendo la loro fedeltà attraverso canzoni e danze. Le immagini evocano un’epoca in cui la vita quotidiana era dominata da un’ideologia comunista che prometteva un futuro luminoso. Tuttavia, il contesto storico è ben più complesso, con riferimenti a eventi cruciali come la pubblicazione de “Il dottor Zhivago” e la crisi dei missili di Cuba, che evidenziano le contraddizioni di quel periodo.
Reazioni e polemiche
La proiezione del film è avvenuta in un clima di tensione, a sole poche ore da un attacco russo che ha colpito Kiev con 598 droni e 31 missili, causando la morte di 25 persone, inclusi tre bambini. Questo attacco ha scatenato una reazione immediata sui social media, con una netta opposizione da parte di ucraini e russi all’estero. Gli utenti hanno criticato la scelta di presentare un film che, secondo loro, sembrava ignorare la realtà del conflitto in corso.
Molti hanno sottolineato come il film di Sokurov, pur presentando una riflessione sull’ideologia comunista e sui suoi effetti, non riesca a cogliere la gravità della situazione attuale. Le immagini di volti sorridenti e di una vita serena appaiono in netto contrasto con la sofferenza e le perdite umane causate dai bombardamenti. La sensazione prevalente è che il regista stia cercando di giustificare un passato che, per molti, è inaccettabile alla luce degli eventi attuali.
Il significato del montaggio
Il montaggio di Sokurov si propone di riflettere su come la propaganda possa influenzare la percezione della realtà . La sua affermazione che “la politica è solo subconscio” mette in evidenza un approccio critico nei confronti della storia e dei suoi racconti. Tuttavia, per alcuni spettatori, il film non riesce a spiegare o giustificare gli orrori della guerra in corso.
La scelta di proiettare “Zapisnaya knizhka rezhissera” in un momento così delicato ha sollevato interrogativi sulla responsabilità degli artisti e dei festival cinematografici. La distanza temporale e geografica tra il passato sovietico e il presente conflitto in Ucraina sembra rendere difficile una comprensione autentica delle esperienze vissute da chi ha subito le conseguenze della guerra.
Sokurov, attraverso il suo lavoro, sembra voler mettere in discussione la narrazione dominante, ma il suo approccio ha suscitato una reazione di rifiuto da parte di chi vive ogni giorno la realtà della guerra. La proiezione a Venezia, dunque, non è solo un evento cinematografico, ma un momento di riflessione profonda sulle cicatrici lasciate dalla storia e sulle responsabilità attuali.