La Procura di Roma ha avviato un’indagine in seguito a un’informativa ricevuta dalla Polizia Postale riguardante la pubblicazione di immagini di donne, comprese attrici e politiche, online senza il loro consenso. I pubblici ministeri, una volta esaminato il materiale, procederanno con l’apertura di un fascicolo. È possibile che ulteriori informative vengano indirizzate ad altre procure italiane, considerato l’alto numero di denunce che stanno giungendo alla Polizia Postale per foto rubate e commenti sessisti su siti e forum online.
Intervento della piattaforma Phica
Nella giornata di ieri, la piattaforma Phica ha cessato le sue attività, rimuovendo “tutto ciò che è stato fatto di sbagliato”. L’annuncio è stato pubblicato sulla homepage del sito per adulti, noto per aver diffuso immagini ritoccate di donne e contenuti offensivi. Nonostante la chiusura, le forze dell’ordine stanno continuando a cercare di identificare chi ha caricato le foto su vari forum e portali. Le denunce da parte delle donne, che hanno scoperto di avere immagini intime diffuse senza autorizzazione, continuano ad arrivare.
Possibili conseguenze legali per gli utenti identificati
Gli utenti che verranno identificati potrebbero affrontare l’accusa di diffusione non autorizzata di immagini sessualmente esplicite, secondo l’articolo 612 ter del codice penale. Le vittime hanno un termine di sei mesi per presentare denuncia. Gli investigatori della Polizia Postale si aspettano un incremento delle denunce, specialmente considerando la visibilità mediatica che ha assunto la questione.
Bernardini de Pace: “Chiederemo danni a Facebook”
L’avvocato Annamaria Bernardini de Pace, specializzata in diritto di famiglia, ha dichiarato all’Adnkronos che intende avviare una class action per supportare tutte le donne che hanno trovato le proprie foto sui gruppi e siti ‘Mia moglie’ e ‘Phica’. Verrà richiesto un risarcimento anche alle piattaforme, come Facebook, per omesso controllo.
“Stiamo già raccogliendo adesioni da diverse associazioni e abbiamo ricevuto il supporto del Garante dell’Infanzia. Un uomo ha deciso di unirsi alla nostra causa”, ha spiegato Bernardini de Pace. “Non applicherò parcelle per questa class action, sarà un gesto simbolico”, ha aggiunto. “Invito tutte le donne, in particolare quelle colpite da questi comportamenti, a contattarmi all’indirizzo email abdp@abdp.it”.
Parlamento pronto a giro di vite per stop contenuti illeciti online
Parallelamente, la questione della diffusione di contenuti illeciti sulle piattaforme digitali sta diventando una priorità per il Parlamento italiano. Questo seguito alla pubblicazione di foto del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e di altre parlamentari sul sito Phica, accompagnate da insulti sessisti. Questo episodio rappresenta solo la punta di un iceberg, considerando l’emergere di altre piattaforme simili, come il gruppo Facebook ‘Mia moglie’.
Esistono già leggi per punire tali pratiche illegali, tra cui la violazione della privacy (Articolo 167 del Codice), la diffamazione aggravata e la diffusione senza consenso di immagini sessualmente esplicite, nota come revenge porn. Tuttavia, è evidente che è necessario un rafforzamento degli strumenti legislativi per garantire una protezione più efficace, soprattutto per i minori. Le proposte presentate dalla senatrice di Fratelli d’Italia, Lavinia Mennuni, e dalla deputata del PD, Marianna Madia, hanno già iniziato il loro iter in commissione, sebbene abbiano subito un rallentamento a causa della necessaria interlocuzione con l’Unione Europea.