Il 29 agosto 2025, il panorama geopolitico ha subito un importante sviluppo con l’annuncio da parte di Regno Unito, Francia e Germania di avviare il processo per il ripristino delle sanzioni delle Nazioni Unite contro l’Iran. Questa decisione è stata comunicata al Consiglio di Sicurezza dell’Onu e ha portato l’Iran a reagire con fermezza, affermando la propria intenzione di ritirarsi dal Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp).
Il piano di ritiro dall’accordo nucleare
Il parlamento iraniano, secondo quanto riportato dall’agenzia semi-ufficiale Tasnim, ha iniziato a redigere un piano di ritiro dal Tnp. Questo passo si è reso necessario dopo che i Paesi E3 hanno annunciato la loro intenzione di ripristinare le sanzioni nei confronti di Teheran entro un mese. Il parlamentare iraniano Hossein-Ali Haji-Deligani ha dichiarato che il piano sarà presentato ai legislatori il giorno successivo e si prevede la sua approvazione entro la settimana successiva. Haji-Deligani ha descritto l’attivazione del meccanismo di snapback come una misura che porta a conseguenze dirette e negative per la stabilità internazionale, accusando i Paesi E3 di essere responsabili di molte delle tensioni globali attuali.
La posizione dell’iran sui negoziati
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araqchi, ha sottolineato la disponibilità dell’Iran a riprendere i negoziati sul programma nucleare, a condizione che l’Occidente dimostri buona volontà . Araqchi ha comunicato che l’Iran è pronto a partecipare a negoziati equi e bilanciati, ma solo se le altre parti si impegnano seriamente e si astengono da azioni che possano compromettere il successo delle trattative. In una lettera indirizzata a Kaja Kallas, responsabile della politica estera dell’Unione Europea, Araqchi ha evidenziato che i Paesi occidentali hanno un termine di 30 giorni per trovare una soluzione diplomatica alla crisi nucleare iraniana.
Reazioni internazionali al ripristino delle sanzioni
La reazione di Russia e Cina non si è fatta attendere. Mosca ha avvertito delle “conseguenze irreparabili” in caso di ripristino delle sanzioni contro l’Iran. Il ministero degli Esteri russo ha esortato Francia, Germania e Regno Unito a rivedere le loro decisioni, avvertendo che tali misure potrebbero portare a una nuova tragedia. Dall’altra parte, il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Guo Jiakun, ha dichiarato che attivare il meccanismo di snapback non sarebbe costruttivo e potrebbe compromettere il processo diplomatico per risolvere la questione nucleare. La Cina ha ribadito la propria posizione di promuovere il dialogo e la pace, sottolineando l’importanza di evitare nuove tensioni che possano aggravare la situazione.
La situazione attuale richiede attenzione e cautela da parte della comunità internazionale, mentre l’Iran si prepara a rispondere a una pressione crescente e a una crisi che potrebbe avere ripercussioni significative a livello globale.