Gragnano, Napoli: un 35enne perde la vita in un agguato in strada

Franco Fogli

Agosto 29, 2025

Un agguato mortale ha scosso la comunità di Gragnano, in provincia di Napoli, il 29 agosto 2025. Alfonso Cesarano, un uomo di 35 anni, è stato ucciso con cinque colpi di pistola mentre si trovava in via Cappella della Guardia. Considerato vicino al clan Di Martino, Cesarano era già noto alle forze dell’ordine per i suoi legami con la criminalità organizzata.

Il contesto dell’omicidio

L’episodio è avvenuto in una zona centrale di Gragnano, dove la violenza legata alla criminalità organizzata continua a essere un problema significativo. La presenza del clan Di Martino, attivo nella zona, ha reso l’omicidio di Cesarano un evento che non sorprende gli esperti di sicurezza e gli investigatori, che hanno già monitorato la situazione per anni. La modalità dell’agguato, con un numero così elevato di colpi, suggerisce che il bersaglio fosse ben conosciuto dai suoi assassini e che l’azione fosse premeditata.

Le indagini sono state immediatamente avviate dai carabinieri della compagnia di Castellammare di Stabia e dal nucleo investigativo di Torre Annunziata, che hanno isolato la scena del crimine per raccogliere prove e testimonianze. Gli inquirenti stanno esaminando le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona e interrogando possibili testimoni per ricostruire i momenti precedenti all’omicidio e identificare i responsabili.

La reazione della comunità

L’omicidio di Alfonso Cesarano ha suscitato preoccupazione tra i residenti di Gragnano, già colpiti da episodi di violenza legati alla mafia. Le autorità locali e i rappresentanti della comunità hanno espresso la loro indignazione per un evento che mette in luce la persistente influenza della criminalità organizzata nella vita quotidiana. Nonostante gli sforzi delle forze dell’ordine, la paura di nuovi agguati continua a serpeggiare tra i cittadini, che chiedono maggiore sicurezza e interventi più incisivi per combattere la mafia.

La situazione a Gragnano rappresenta un campanello d’allarme per le autorità, che devono affrontare una sfida complessa per garantire la sicurezza dei cittadini e mettere fine a un ciclo di violenza che sembra non avere fine. La morte di Cesarano, come quella di molti altri prima di lui, evidenzia la necessità di un impegno costante da parte delle istituzioni per contrastare le infiltrazioni mafiose e proteggere le comunità vulnerabili.

Il caso di Alfonso Cesarano rimane aperto e le indagini proseguono per fare luce su questo tragico episodio, mentre la comunità di Gragnano attende risposte e giustizia.

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