Il 29 agosto 2025, il vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè, ha presentato una proposta di legge che mira a istituire il 17 settembre come giornata nazionale del silenzio. Questa data è significativa per la tradizione francescana, poiché ricorda l’evento delle stimmate di San Francesco d’Assisi. La proposta, che attende il consenso del Parlamento, prevede l’implementazione di iniziative educative e sociali nelle scuole e nelle istituzioni, con l’obiettivo di promuovere la consapevolezza del silenzio come una risorsa fondamentale in ambito umano, culturale, educativo e spirituale.
Il contesto sociale attuale
La proposta di Mulè si inserisce in un contesto sociale caratterizzato da un incessante rumore di fondo, che non è solo acustico, ma anche informativo e visivo. In un’intervista rilasciata all’AdnKronos, Mulè ha sottolineato come la sovrabbondanza di stimoli esterni stia compromettendo la nostra capacità di attenzione e il benessere mentale. La legge si propone di incoraggiare un rallentamento consapevole, creando spazi di ascolto e riflessione interiore. Mulè ha evidenziato l’importanza di recuperare la propria identità e di rafforzare l’autoregolazione attraverso la celebrazione del silenzio.
Valore scientifico e pratiche di silenzio
L’iniziativa non si limita a un valore filosofico, ma si basa anche su evidenze scientifiche. Nei contesti scolastici, terapeutici e penitenziari, pratiche di silenzio si sono dimostrate efficaci nel promuovere la resilienza cognitiva e la gestione dei conflitti. Mulè ha citato l’esperienza della International School di Fondazione Patrizio Paoletti ad Assisi, dove il silenzio è utilizzato come strumento per il benessere e la crescita delle nuove generazioni.
Riconoscimento culturale del silenzio
Altre culture e religioni hanno da tempo riconosciuto il valore del silenzio. Nella tradizione islamica, il silenzio è considerato una forma di lode, mentre nell’ebraismo biblico la voce di Dio è descritta come un suono sottile. Nel buddhismo e nell’induismo, la meditazione silenziosa è vista come un mezzo per raggiungere la liberazione e superare desideri e illusioni. La proposta di legge prevede che la giornata nazionale del silenzio sia celebrata attraverso iniziative organizzate da scuole, comuni, associazioni e fondazioni, così come in carceri e ospedali. Le attività potranno includere esercizi di silenzio consapevole, meditazioni guidate e laboratori artistici.
Il silenzio come forma di cura
Mulè ha concluso affermando che il silenzio può essere una forma di cura e merita un riconoscimento istituzionale. La proposta di legge si configura come un atto culturale e sociale, semplice ma profondo, capace di restituire alla vita comune una dimensione di quiete e umanità.