È scomparso Rodion Shchedrin, illustre compositore di origine russa

Lorenzo Di Bari

Agosto 29, 2025

Il 2025 segna un triste capitolo nel panorama musicale internazionale con la scomparsa del compositore e pianista russo Rodion Shchedrin, avvenuta all’età di 92 anni. La notizia è stata diffusa dal prestigioso Teatro Bolshoi di Mosca, che ha descritto la perdita di Shchedrin come “una tragedia immensa per il mondo della musica”. La sua opera ha lasciato un’impronta profonda e duratura, rendendolo una delle figure più influenti del Novecento musicale sovietico e post-sovietico.

Un’eredità musicale unica

Rodion Shchedrin ha saputo unire la tradizione musicale russa con la sperimentazione innovativa, creando un repertorio vasto e variegato. Il suo catalogo conta oltre 125 composizioni, tra cui spiccano balletti, opere liriche, sinfonie e concerti per strumenti solisti. Tra i suoi lavori più noti troviamo il balletto Carmen Suite, realizzato nel 1967 su temi di Bizet, e Anna Karenina, ispirato al romanzo di Tolstoj, presentato nel 1972. La sua opera Le anime morte, del 1976, trae ispirazione dal capolavoro di Gogol, dimostrando la sua capacità di attingere dalla letteratura russa.

Nato a Mosca il 16 dicembre 1932, Shchedrin ha ricevuto una formazione musicale di alto livello al Conservatorio di Mosca, sotto la guida di maestri come Jurij Saporin e Nikolaj Mjaskovskij. La sua musica ha sempre riflettuto la ricchezza del folclore e della spiritualità russa, elementi che hanno permeato le sue opere, rendendole uniche nel loro genere.

Un artista in continua evoluzione

Nonostante il suo impegno in ruoli ufficiali, come quello di presidente dell’Unione dei Compositori Sovietici, Shchedrin ha mantenuto un linguaggio musicale personale e in continua evoluzione. Inizialmente, il suo stile era caratterizzato da tonalità ricche di colori e influenze popolari. Con il passare del tempo, ha esplorato forme più moderne, tra cui l’alea, la dodecafonia e il serialismo, ampliando così il suo orizzonte creativo.

Un elemento centrale della sua vita e della sua arte è stata la moglie, la celebre ballerina Maya Plisetskaya, scomparsa nel 2015. Insieme, hanno rappresentato una coppia iconica della cultura sovietica. Shchedrin ha dedicato a Plisetskaya alcune delle sue opere più celebri, tra cui Carmen Suite, che ha rivoluzionato la concezione del balletto classico, introducendo un’inedita combinazione di percussioni e archi in una forma espressiva ardente e anticonvenzionale.

Un impatto globale

Il sodalizio artistico tra Shchedrin e Plisetskaya ha riscosso un grande successo nei palcoscenici internazionali, dove la ballerina danzava e il compositore creava, dando vita a una sintesi perfetta di grazia e intensità. Oltre ai balletti, Shchedrin ha composto sei concerti per pianoforte e numerosi concerti per altri strumenti, tre sinfonie e due serie di 24 Preludi e Fughe per pianoforte, in omaggio a Sostakovic e a Bach. Tra le sue opere da camera, spicca il Piano Terzetto del 1995, ispirato ai ricordi musicali della sua infanzia.

La musica di Shchedrin ha trovato spazio nelle esibizioni di artisti e direttori di fama mondiale, da Valery Gergiev a Mstislav Rostropovich, fino a Lorin Maazel e al Trio Cajkovskij. Le sue composizioni sono diventate parte integrante del repertorio di grandi orchestre, sia russe che internazionali, come il Bolshoi e il Mariinsky, ma anche a New York e Berlino.

La scomparsa di Rodion Shchedrin segna non solo la perdita di un grande artista, ma anche la chiusura di un’epoca musicale e culturale che ha caratterizzato la seconda metà del Novecento e l’inizio del nuovo millennio.

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