Un detenuto del carcere di Regina Coeli a Roma ha denunciato di essere stato vittima di violenze estreme dopo essersi rifiutato di nascondere un cellulare. La Procura di Roma ha avviato un’indagine su questo caso, che ha messo in luce un sistema illecito di traffico di telefoni e stupefacenti all’interno delle strutture penitenziarie. La denuncia, pervenuta il 29 agosto 2025, ha rivelato un contesto preoccupante in cui i detenuti operano in modo autonomo, estorcendo denaro e creando un vero e proprio tariffario per i loro “servizi”.
La denuncia del detenuto
Il racconto di un detenuto, che ha scelto di mantenere l’anonimato, ha scosso l’opinione pubblica. Questo individuo ha riferito di essere stato picchiato e legato al letto per due giorni e mezzo da altri detenuti, dopo aver rifiutato di nascondere un cellulare e per una richiesta di denaro non andata a buon fine nei confronti di sua madre. La denuncia è stata presentata alla polizia penitenziaria di Regina Coeli, che ha aperto un fascicolo per indagare su un presunto “sequestro a scopo di estorsione”. Il caso ha messo in luce il traffico di telefoni e droga che prospera all’interno delle carceri, evidenziando come i detenuti riescano a consolidare il loro potere attraverso queste attività illecite.
Dettagli della violenza subita
La vicenda risale a luglio 2025, quando il detenuto, ora non più in carcere, si trovava a Regina Coeli. Durante la sua permanenza, ha ascoltato conversazioni tra altri detenuti riguardo all’arrivo di telefoni e droga. Dopo essersi rifiutato di nascondere un cellulare, è stato aggredito da un gruppo di detenuti. L’aggressione è culminata in un tentativo di estorsione, con un detenuto che ha contattato la madre chiedendole di inviare denaro tramite una ricarica. La donna, incredula, non ha ceduto alle richieste, portando gli aggressori a intensificare le violenze. Il detenuto ha riportato ferite multiple, inclusi tagli e contusioni, ed è stato legato al letto per impedire ogni forma di fuga o richiesta di aiuto.
Il referto medico e le conseguenze
Dopo due giorni di abusi, il detenuto ha trovato il coraggio di chiedere aiuto a un agente di polizia penitenziaria. È stato portato al pronto soccorso dell’ospedale Santo Spirito, dove i medici hanno riscontrato ecchimosi, ferite da taglio e un grave problema all’occhio destro, per il quale è stata necessaria una consulenza oftalmologica. Il referto medico ha confermato 25 giorni di prognosi. L’uomo ha descritto la sua esperienza come un incubo, sottolineando che nessuno si era accorto di quanto stava subendo durante la sua detenzione. Ha deciso di denunciare l’accaduto affinché simili atti di violenza non si ripetano in futuro.
Indagini della Procura di Roma
A seguito della denuncia, la Procura di Roma ha avviato un’indagine approfondita sul fenomeno del traffico di telefoni e droga nelle carceri. Recenti perquisizioni a Regina Coeli hanno portato al sequestro di armi rudimentali e telefoni cellulari, rivelando un’organizzazione complessa all’interno della struttura. Gli inquirenti stanno esplorando la possibilità di un’associazione a delinquere tra i detenuti, che offrono servizi a pagamento, come accesso a sostanze stupefacenti e comunicazioni con l’esterno, con un vero e proprio tariffario per le loro attività illecite. Questo caso evidenzia la necessità di un intervento urgente per garantire la sicurezza e la legalità all’interno delle carceri italiane.