L’Anm chiarisce: i magistrati non si occupano di politica né agiscono contro il governo

Marianna Ritini

Agosto 7, 2025

La magistratura italiana ha ribadito il proprio impegno nel rispettare il mandato costituzionale, sottolineando l’importanza della separazione dei poteri. In una nota diffusa il 7 agosto 2025, l’Associazione Nazionale Magistrati (ANM) ha risposto alle critiche ricevute, in particolare dopo un acceso confronto tra il presidente dell’ANM, Cesare Parodi, e il ministro della Giustizia, Carlo Nordio.

Le dichiarazioni dell’anm

La giunta esecutiva centrale dell’ANM ha dichiarato: “I magistrati non fanno politica, fanno il loro mestiere ogni giorno nonostante insulti, intimidazioni e una campagna costante di delegittimazione che danneggia i fondamenti stessi del nostro Stato democratico“. Questa affermazione evidenzia la difficoltà con cui i magistrati si confrontano quotidianamente, in un contesto in cui la loro indipendenza è messa in discussione. La nota prosegue affermando che “la giustizia è amministrata in nome del popolo. I giudici sono soggetti soltanto alla legge“, richiamando l’articolo 101 della Costituzione italiana, che rappresenta un pilastro della democrazia.

L’ANM ha voluto chiarire che non esiste alcun intento di opporsi all’esecutivo, definendo tali affermazioni come una mancanza di comprensione del funzionamento della separazione dei poteri. La magistratura, secondo l’ANM, continuerà a svolgere il proprio ruolo con rigore e rispetto, mantenendo la propria autonomia.

Il contesto della polemica

La controversia è emersa in seguito a un botta e risposta tra il presidente dell’ANM e il ministro Nordio, il quale ha sollevato interrogativi sulla condotta della magistratura. Le parole del ministro hanno suscitato una reazione immediata da parte dei magistrati, che hanno percepito le sue dichiarazioni come un attacco alla loro professionalità e indipendenza. La polemica ha acceso un dibattito più ampio sull’importanza di garantire la libertà di azione della magistratura in un momento in cui la fiducia nelle istituzioni è fondamentale.

In questo clima di tensione, l’ANM ha voluto riaffermare il proprio ruolo di custode della legalità e della giustizia, insistendo sull’importanza di un dialogo costruttivo tra le istituzioni. L’Associazione ha espresso preoccupazione per il clima di delegittimazione che può danneggiare l’immagine della giustizia e, conseguentemente, la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

Il 7 agosto 2025 segna quindi un momento cruciale per il dibattito sulla giustizia in Italia, con i magistrati che si schierano in difesa della loro indipendenza e del rispetto delle norme costituzionali, in un periodo di crescente attenzione verso il ruolo delle istituzioni democratiche.

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