Ranucci sotto inchiesta, Gasparri: “È fondamentale rispettare le leggi”

Franco Fogli

Agosto 5, 2025

La vicenda legata al conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, si complica ulteriormente. Il 5 agosto 2025, la Procura di Roma ha avviato un’indagine nei suoi confronti, insieme al giornalista Luca Bertazzoni, per presunti reati di interferenze illecite nella vita privata. Questo sviluppo è emerso in seguito alla diffusione di un audio controverso durante una puntata del programma, che ha sollevato polemiche e critiche.

Dettagli dell’indagine

L’indagine è stata aperta a seguito di un avviso di conclusione delle indagini riguardante Maria Rosaria Boccia, figura centrale nella vicenda. Secondo quanto riportato, Ranucci e Bertazzoni sarebbero accusati ai sensi dell’articolo 615 bis del codice penale, che punisce le interferenze illecite nella vita privata. Il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri, ha espresso la sua posizione in merito, definendo l’azione come un esempio di voyeurismo televisivo e sottolineando che non si tratta di una semplice querela per diffamazione, ma di un’accusa grave che richiede attenzione.

Gasparri, membro della Vigilanza Rai, ha aggiunto che è fondamentale rispettare le garanzie costituzionali per gli indagati, ma ha anche criticato la condotta di Ranucci, evidenziando come il conduttore, noto per le sue inchieste su altri, non abbia giustificato il suo comportamento in questa circostanza. La questione non riguarda solo Ranucci, ma solleva interrogativi più ampi sui comportamenti dei dipendenti e collaboratori della Rai.

Le dichiarazioni di Gasparri

Il senatore ha proseguito affermando che la magistratura seguirà il suo corso, ma è chiaro che questa situazione pone un problema di responsabilità per la Rai. Gasparri ha fatto riferimento ai social media, dove è emerso che Ranucci ha partecipato a un podcast condotto da Maria Rosaria Boccia. Inoltre, ha menzionato che entrambi avrebbero presentato un libro insieme in provincia di Napoli. Queste circostanze hanno sollevato interrogativi sulla tutela della dignità delle persone, un aspetto che, secondo Gasparri, non può essere trascurato.

La posizione del senatore è chiara: nessuno, neanche Ranucci, deve sentirsi al di sopra della legge. La Rai, in qualità di ente pubblico, ha l’obbligo di attivare tutte le procedure necessarie per affrontare la situazione e garantire che non ci siano favoritismi nei confronti di alcun dipendente. La questione dell’integrità e della responsabilità all’interno del servizio pubblico è ora al centro del dibattito.

Con la prosecuzione delle indagini, l’attenzione rimane alta su come la Rai gestirà questa delicata situazione e quali misure adotterà per garantire il rispetto delle normative interne.

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