Il 14 ottobre 2025, Udine ospiterà un incontro di grande rilevanza, l’Italia-Israele, valido per le qualificazioni ai Mondiali di calcio del 2026. Questo evento ha suscitato un acceso dibattito tra l’opinione pubblica e i rappresentanti politici. Sul tema sono intervenuti Mauro Berruto, deputato del Partito Democratico e responsabile Sport, e Fabrizio Bittner, responsabile Sport di Forza Italia, esprimendo posizioni contrastanti.
Le parole di Berruto: “La partita non dovrebbe essere giocata”
Mauro Berruto ha espresso la sua netta contrarietà all’incontro, dichiarando all’Adnkronos che “Italia-Israele è una partita che non dovrebbe proprio essere giocata“. Il deputato ha lanciato una proposta per escludere Israele dalle competizioni sportive, richiamando alla memoria l’esclusione della Russia dopo l’invasione dell’Ucraina. Pur riconoscendo che la decisione finale spetti agli organismi internazionali, come FIFA e UEFA, Berruto ha sottolineato l’importanza di non rimanere in silenzio di fronte a tali situazioni.
“Occorre un gesto simbolico”, ha aggiunto, citando le magliette rosse indossate da Adriano Panatta e Paolo Bertolucci durante la finale di Coppa Davis in Cile, come esempio di come il mondo dello sport possa esprimere il proprio dissenso. Ha anche anticipato che a Udine potrebbero verificarsi manifestazioni di protesta contro la partita, sottolineando la necessità di un’azione da parte della Federcalcio. Secondo Berruto, non ci sono le condizioni affinché Israele partecipi a competizioni sportive internazionali, citando il sostegno di molti atleti israeliani alle politiche del governo di Netanyahu.
La risposta di Bittner: “Abbassare i toni”
Fabrizio Bittner ha contestato la posizione di Berruto, affermando che considerare l’incontro come non giocabile rappresenta una “presa di posizione che alza la tensione“. Il responsabile Sport di Forza Italia ha sostenuto che, al contrario, lo sport dovrebbe servire a unire e abbassare i toni. Ha ricordato come le Olimpiadi storicamente abbiano fermato i conflitti, affermando che “lo sport non avrebbe senso senza questo spirito di pace”.
Bittner ha riconosciuto che Israele sta affrontando critiche per le sue azioni, ma ha anche messo in evidenza che la questione della partita dovrebbe essere considerata separatamente dalle problematiche politiche. Ha precisato che eventuali decisioni sull’evento dovrebbero essere prese in base a questioni di ordine pubblico, competenza che spetta alle autorità preposte.
“È importante trovare un equilibrio”, ha concluso Bittner, sottolineando che, nonostante le tensioni, la partita dovrebbe essere vista come un evento sportivo e non come un campo di battaglia per le questioni politiche. La discussione continua, mentre l’attesa cresce per l’incontro di ottobre a Udine.
