Bonus casa 2025: cambia tutto da gennaio 2026, ecco chi perde migliaia di euro

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Detrazioni al 50% solo fino al 31 dicembre: ecco come ristrutturare casa e risparmiare davvero - www.didatticanda.it

Franco Fogli

Agosto 4, 2025

I bonus casa 2025 per ristrutturazioni ed ecobonus saranno ancora validi al 50% fino al 31 dicembre. Dal 2026 scatta il taglio delle detrazioni al 36% e 30%. Ecco cosa sapere.

Chi sta valutando un intervento in casa ha una scadenza ben precisa: 31 dicembre 2025. Entro questa data sarà ancora possibile beneficiare delle detrazioni fiscali al 50% sui lavori di ristrutturazione e sull’efficienza energetica della prima casa. Ma dal 1° gennaio 2026, le cose cambiano: il valore della detrazione scenderà rispettivamente al 36% e al 30%. La conferma è arrivata con la Circolare 8/E dell’Agenzia delle Entrate, che fa chiarezza su cosa prevede davvero la Legge di Bilancio 2025 per i bonus edilizi. Chi ristruttura o sostituisce impianti energetici nel 2025 potrà ancora usufruire di condizioni più vantaggiose, ma serve agire in fretta.

Bonus casa 2025: tutte le detrazioni ancora attive fino a fine anno

Fino al 31 dicembre 2025, i proprietari di immobili possono contare su detrazioni del 50% per i lavori che riguardano la prima casa, mentre chi interviene su immobili diversi potrà scalare dalle tasse il 36% della spesa. A essere coinvolti sono il bonus ristrutturazioni, l’ecobonus e il bonus mobili ed elettrodomestici, che resta confermato fino al tetto massimo di 5.000 euro. Rispetto alle versioni precedenti, il cambiamento più evidente è stato il taglio dell’ecobonus, che fino al 2024 arrivava anche al 75% per gli interventi più qualificati.

Dal 2025, chi ristruttura l’abitazione principale può ancora accedere alle aliquote agevolate, ma deve tener conto delle nuove soglie. Gli interventi ammessi includono isolamento termico, sostituzione infissi, caldaie, pompe di calore e schermature solari, ma anche opere edilizie classiche come rifacimento bagni, impianti o strutture murarie.

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Detrazioni al 50% solo fino al 31 dicembre: ecco come ristrutturare casa e risparmiare davvero – www.didatticanda.it

La Circolare 8/E specifica che le regole valgono anche in caso di interventi iniziati nel 2024 ma che proseguono nel 2025, a condizione che i pagamenti siano tracciabili e le fatture rispettino i requisiti di legge. Rimane in vigore anche la regola del pagamento con bonifico parlante, che permette di identificare il beneficiario, il contribuente e la causale legata al bonus edilizio.

Cosa succede nel 2026: le nuove percentuali e l’ipotesi dell’ecobonus sociale

Dal 1° gennaio 2026, scatteranno i nuovi limiti fissati dalla Manovra 2025. Le detrazioni scenderanno al 36% per la prima casa e al 30% per gli altri immobili, riducendo significativamente il vantaggio fiscale per chi intende ristrutturare o intervenire sull’efficienza energetica. Nei condomìni, in particolare, il dimezzamento del beneficio rispetto al 2024 potrebbe pesare notevolmente sugli investimenti previsti.

La Legge di Bilancio ha prorogato i bonus casa fino al 2027, ma con regole più rigide. Inoltre, è stata annunciata una possibile riforma strutturale: il Ministero dell’Ambiente ha presentato a fine maggio il Piano Sociale per il Clima, che prevede l’introduzione di un ecobonus sociale fino al 100%, legato al reddito familiare.

Questa nuova misura includerebbe incentivi a fondo perduto per interventi come isolamento termico, sostituzione caldaie, installazione di pannelli solari e sistemi di schermatura. Tra le novità in fase di studio ci sono anche il reddito energetico, pensato per sostenere la produzione autonoma di energia tramite impianti fotovoltaici, e la ESCo card, un contributo diretto per i residenti negli alloggi popolari sottoposti a interventi di riqualificazione.

Per ora, però, chi vuole sfruttare il massimo delle detrazioni ha ancora pochi mesi per muoversi. Il consiglio degli esperti è di avviare le pratiche il prima possibile, perché tra documentazione tecnica, autorizzazioni e tempi di cantiere, rischiare di arrivare a gennaio 2026 significherebbe perdere migliaia di euro di sconto fiscale.

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