Il 30 luglio 2025, l’Associazione Italiana per le Energie Rinnovabili (Fire) ha espresso un giudizio positivo riguardo al decreto di revisione del meccanismo dei Certificati Bianchi, recentemente firmato dal Ministero della Transizione Ecologica (Mase). Questo decreto, attualmente sotto esame da parte della Corte dei Conti, introduce modifiche significative che mirano a semplificare e rendere più flessibile la presentazione dei progetti da parte dei proponenti.
Le novità del decreto sui certificati bianchi
Le nuove disposizioni, secondo Fire, comportano una semplificazione delle procedure e una maggiore flessibilità per gli operatori. Questo aggiornamento normativo è visto come un passo avanti verso l’ottimizzazione del meccanismo, che è attivo da alcuni anni. L’associazione sottolinea che le riforme delineano chiaramente gli obblighi fino al 2030, in linea con le strategie stabilite dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (Pniec).
Fire ha evidenziato l’importanza di queste modifiche per garantire la continuità della crescita del meccanismo. La conferma delle varie misure di flessibilità, insieme alla riduzione progressiva dei titoli virtuali, offre la possibilità di affrontare eventuali periodi di carenza di Titoli di Efficienza Energetica (Tee) senza provocare disagi eccessivi.
Le prospettive future e le opportunità di miglioramento
Nonostante le novità positive, Fire ha osservato che l’introduzione di uno schema d’aste, inizialmente previsto per incentivare interventi non adeguatamente supportati dai certificati bianchi, è stata relegata a una mera possibilità. Tuttavia, l’associazione considera che questa opzione possa comunque rappresentare un’opportunità per il futuro, mantenendo aperto uno spiraglio per ulteriori sviluppi.
In un contesto più ampio, Fire ritiene che ci sia spazio per implementare misure ancora più incisive che possano massimizzare l’efficacia del meccanismo. L’associazione si impegna a collaborare con le istituzioni competenti per promuovere ulteriori miglioramenti, nell’interesse non solo delle imprese e degli enti coinvolti, ma anche del Paese nel suo complesso.
L’approvazione di questo decreto rappresenta quindi un’opportunità significativa per il settore delle energie rinnovabili in Italia, contribuendo a un futuro più sostenibile e allineato agli obiettivi climatici nazionali e internazionali.
