Il 29 luglio 2025, alle ore 14.07, una nuova luce si è accesa su una malattia neurodegenerativa che colpisce atleti e soldati, nota come Cte (encefalopatia traumatica cronica). Questa patologia, definita dal Manuale Msd come una “degenerazione progressiva delle cellule cerebrali”, è stata al centro dell’attenzione dopo la recente sparatoria avvenuta in un grattacielo di Manhattan, dove il 27enne Shane Devon Tamura, originario di Las Vegas, ha rivelato di soffrire di questa malattia prima di compiere il gesto estremo.
Cos’è la Cte (encefalopatia traumatica cronica)
La Cte è stata identificata per la prima volta nei pugili negli anni ’20 del secolo scorso. Conosciuta anche come demenza pugilistica, questa malattia si sviluppa in atleti professionisti, in particolare tra i giocatori di football americano che hanno subito traumi cranici ripetuti. Secondo il Manuale Msd, che ha aggiornato le sue informazioni a febbraio 2025, la Cte può manifestarsi anche in soldati che hanno subito lesioni da esplosioni durante il combattimento. Gli esperti, al momento, non hanno ancora chiarito perché solo alcune persone sviluppino questa patologia dopo aver subito traumi cranici e non esiste un consenso su quali siano le forze o il numero di lesioni necessarie per innescare la malattia.
Sintomi della Cte
I sintomi della Cte possono variare notevolmente. Coloro che ne soffrono possono sperimentare cambiamenti dell’umore, come depressione, irritabilità e talvolta pensieri suicidi. Alterazioni del comportamento possono manifestarsi attraverso azioni impulsive o aggressività , e ci possono essere difficoltà nella gestione della funzione mentale, come problemi di memoria e confusione. Inoltre, i problemi muscolari possono emergere, rendendo difficile il movimento e la produzione del linguaggio. Il Manuale Msd sottolinea che i sintomi possono non apparire fino a un’età avanzata, talvolta non prima dei 60 anni, mentre in altri casi possono manifestarsi già tra i 30 e i 40 anni.
Diagnosi e cura
La diagnosi della Cte avviene attraverso una valutazione medica approfondita. I medici sospettano la malattia in pazienti che presentano una storia di traumi cranici e sintomi caratteristici, escludendo altre patologie. Sebbene si possano utilizzare esami di imaging, come la risonanza magnetica, per escludere altre condizioni, la diagnosi definitiva può essere confermata solo tramite l’analisi di un campione di tessuto cerebrale post-mortem. Questa complessità diagnostica spiega la richiesta di Tamura di esaminare il suo cervello, evidenziando l’urgenza di comprendere meglio questa malattia. Attualmente, non esiste un trattamento specifico per la Cte, ma misure di supporto, come la consulenza psicologica e farmaci per alleviare i sintomi, possono essere utili per i pazienti affetti.
