Ursula von der Leyen e la ‘tattica dell’opossum’ nei rapporti con Trump: un’analisi approfondita

Lorenzo Di Bari

Luglio 28, 2025

Il 28 luglio 2025, durante un incontro cruciale tra Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, e Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, si è discusso di un accordo commerciale sui dazi. Questo vertice ha suscitato diverse reazioni, in particolare per il modo in cui von der Leyen ha gestito la situazione. La sua postura e il linguaggio del corpo sono stati analizzati da esperti, evidenziando un comportamento che ha destato preoccupazione tra gli osservatori.

Analisi del linguaggio del corpo di Ursula von der Leyen

L’incontro tra von der Leyen e Trump ha avuto luogo in un contesto di tensione commerciale, con l’Europa che si trova a dover affrontare le pressioni americane su questioni di dazi. Judi James, esperta di linguaggio del corpo, ha esaminato le immagini di questo incontro, notando come la presidente della Commissione europea abbia mantenuto una postura rigida e tesa. Secondo James, von der Leyen ha adottato una strategia simile a quella di un opossum, rimanendo immobile e con uno sguardo privo di espressione mentre ascoltava Trump.

Le mani di von der Leyen, costantemente conserte, rappresentano un segnale di difesa, suggerendo una condizione di disagio e tensione. La James ha osservato che il suo comportamento indica un’esperienza quasi “extracorporea”, come se fosse distante dalla situazione, un segnale chiaro di stress in un momento di confronto diretto con il presidente americano. Gli esperti di comunicazione non possono ignorare questi segnali, poiché rivelano molto sulla dinamica di potere in gioco.

Le reazioni emotive di von der Leyen

Durante il dialogo, il volto di Ursula von der Leyen è apparso impassibile, ma il suo sguardo penetrante ha rivelato tensione e disagio. La James ha sottolineato come la frequenza con cui la presidente sbatte le palpebre possa indicare uno stato di ansia, suggerendo disaccordo con alcune affermazioni di Trump. Questo comportamento è spesso innescato dall’adrenalina e può rivelare un conflitto interno rispetto a ciò che viene discusso.

Inoltre, James ha notato alcuni gesti sottili che potrebbero denotare incredulità. Ad esempio, quando Trump ha menzionato le pale eoliche, von der Leyen ha inarcato il sopracciglio, un chiaro segnale di scetticismo. La posizione delle sue mani, apparentemente elegante, nasconde una tensione significativa, con la mano sinistra serrata e la destra appoggiata sopra, suggerendo che stia cercando di trattenere la voglia di esprimere il suo dissenso.

Implicazioni politiche e future

Questo incontro ha portato a un’intesa commerciale che, secondo molti analisti, sembra favorire gli Stati Uniti più che l’Unione Europea. Le critiche nei confronti di von der Leyen si sono intensificate, con molti che mettono in discussione l’efficacia della sua leadership in un momento così delicato. Le sue reazioni e il suo comportamento durante il vertice potrebbero avere ripercussioni significative sulla percezione della sua autorità e sul futuro delle relazioni transatlantiche.

L’analisi del linguaggio del corpo di von der Leyen offre uno spaccato interessante su come la comunicazione non verbale possa influenzare la diplomazia e le relazioni internazionali. Con il mondo che osserva, la sua capacità di gestire situazioni di alta pressione sarà cruciale per il suo ruolo e per l’immagine dell’Unione Europea nel contesto globale.

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