Netanyahu: “A Gaza non c’è fame, senza aiuti israeliani non esisterebbero”

Lorenzo Di Bari

Luglio 28, 2025

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha recentemente risposto alle accuse di aver causato una grave carestia nella Striscia di Gaza, definendo tali affermazioni come “completamente false”. Durante una dichiarazione rilasciata il 28 luglio 2025, Netanyahu ha sottolineato che Israele ha fornito un notevole quantitativo di aiuti alimentari dall’inizio del conflitto, specificando che sono state consegnate circa 1,9 milioni di tonnellate di cibo.

Le affermazioni di Netanyahu

Nel suo intervento, Netanyahu ha dichiarato che “non c’è fame a Gaza”, evidenziando l’impegno di Israele nel garantire l’arrivo di aiuti umanitari. Ha affermato che, senza il supporto fornito, la popolazione di Gaza non potrebbe sopravvivere. Secondo il premier, l’unico ostacolo all’arrivo di aiuti umanitari è rappresentato da Hamas, il movimento islamico che controlla la Striscia. Netanyahu ha accusato Hamas di derubare gli aiuti destinati alla popolazione e di utilizzare tale situazione per incolpare Israele.

Il primo ministro ha continuato dicendo che “ci sono centinaia di camion carichi di tonnellate di aiuti” pronti a entrare nella Striscia di Gaza, specificando che al valico di Kerem Shalom ci sono attualmente camion in attesa di attraversare il confine. Ha ribadito che Israele sta rispettando le normative internazionali riguardo alla fornitura di aiuti umanitari.

La posizione degli Houthi

Parallelamente alle dichiarazioni di Netanyahu, il movimento yemenita degli Houthi ha annunciato che attaccherà qualsiasi nave che collabori con Israele. Yahya Saree, portavoce militare del movimento Ansar Allah, ha comunicato che le forze armate yemenite inizieranno operazioni militari per sostenere i palestinesi, attuando la Fase Quattro del loro blocco navale. Saree ha avvertito che tutte le navi collegate ai porti israeliani saranno un obiettivo, indipendentemente dalla loro nazionalità o destinazione.

Saree ha esortato le compagnie marittime a interrompere la cooperazione con Israele e ha invitato le nazioni a esercitare pressione su Tel Aviv affinché ponga fine alle sue operazioni militari nella Striscia di Gaza e revoche il blocco.

L’intensificarsi delle tensioni nella regione, unito alle dichiarazioni di Netanyahu e alle minacce degli Houthi, segna un ulteriore aggravamento della situazione umanitaria in Gaza, già gravemente colpita dal conflitto in corso. Le conseguenze di queste azioni e dichiarazioni potrebbero avere un impatto significativo sulla stabilità della regione e sulla vita della popolazione civile.

×