Incendi 2025: registrati 3,3 roghi al giorno nei primi sette mesi dell’anno

Franco Fogli

Luglio 28, 2025

Il report di Legambiente, pubblicato il 28 luglio 2025, ha messo in luce una situazione allarmante riguardante gli incendi in Italia. Tra il 1° gennaio e il 18 luglio di quest’anno, sono stati registrati 653 incendi che hanno devastato 30.988 ettari di territorio, un’area equivalente a circa 43.400 campi da calcio. Questo studio, basato sui dati forniti dall’European Forest Fire Information System (Effis), evidenzia una media di 3,3 incendi al giorno, con una superficie media bruciata di 47,5 ettari per evento.

La mappa degli incendi

Il Meridione si conferma la zona più colpita da questi eventi distruttivi. La Sicilia si aggiudica il triste primato con 16.938 ettari andati in fumo in 248 incendi, seguita dalla Calabria con 3.633 ettari in 178 eventi, e dalla Puglia con 3.622 ettari in 69 incendi. Anche la Basilicata ha subito danni significativi, con 2.121 ettari bruciati in soli 13 roghi, rappresentando la media più alta di ettari per incendio, pari a 163,15. La Campania ha visto 1.826 ettari distrutti in 77 eventi, mentre la Sardegna ha registrato 1.465 ettari in 19 incendi. Al centro e al nord Italia, il Lazio ha subito la perdita di 696 ettari in 28 incendi, mentre la Provincia di Bolzano ha visto 216 ettari bruciati in 3 eventi.

Le cause degli incendi

Secondo Legambiente, l’Italia sta affrontando una crisi legata agli incendi non solo a causa di ritardi nelle politiche di prevenzione, ma anche a causa dell’aggravarsi della crisi climatica, che aumenta il rischio di incendi boschivi. Le ecomafie e gli incendiari rappresentano ulteriori fattori di rischio. Un rapporto diffuso il 10 luglio 2025 ha rivelato che nel 2024 sono stati contestati 3.239 reati legati a incendi boschivi e vegetazione, un dato in calo del 12,2% rispetto al 2023, ma che continua a destare preoccupazione.

Le proposte per la prevenzione

Stefano Ciafani, presidente di Legambiente, ha sottolineato l’importanza di un approccio integrato per combattere gli incendi boschivi. Questo approccio deve includere non solo la gestione dell’emergenza estiva, ma anche una strategia a lungo termine che comprenda prevenzione, monitoraggio e interventi attivi. È fondamentale promuovere una gestione sostenibile delle risorse agro-silvo-pastorali e incentivare i servizi ecosistemici, supportando le comunità rurali nelle aree interne e montane. Ciafani ha anche evidenziato la necessità di applicare rigorosamente le normative vigenti per prevenire speculazioni sulle aree colpite dagli incendi e di intensificare le indagini per identificare i responsabili degli incendi.

Incendi nelle aree naturali protette

Un aspetto preoccupante emerso dal report riguarda gli incendi che hanno colpito le aree naturali protette. Dei 30.988 ettari bruciati, 6.260,99 ettari appartenevano a zone designate come Natura 2000, con 198 eventi incendiari registrati. Le regioni più colpite in questo contesto sono state la Puglia e la Sicilia, evidenziando un ulteriore rischio per la biodiversità e gli ecosistemi protetti del Paese.

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