Mal di testa, pressione alla testa e senso di stanchezza improvviso: la cefalea da caldo colpisce sempre più persone. Ecco come prevenirla e quando serve preoccuparsi.
Durante i mesi più caldi, sempre più persone lamentano mal di testa, debolezza e senso di confusione. Disturbi che spesso vengono sottovalutati, attribuiti alla stanchezza o a giornate particolarmente afose. Ma in realtà, si tratta di una vera e propria risposta del corpo alle alte temperature, con effetti anche seri sul benessere generale. La cefalea da caldo è un fenomeno noto in medicina, spesso legato a disidratazione, vasodilatazione e stress termico, che colpisce non solo chi soffre già di emicrania, ma anche bambini, anziani e persone che lavorano o fanno sport all’aperto.
Perché il caldo estivo può causare cefalea e altri malesseri
Quando il termometro supera certi valori, il corpo attiva una serie di meccanismi per regolare la temperatura interna. Il primo è la sudorazione intensa, che comporta la perdita di acqua e sali minerali. Il secondo è la vasodilatazione, cioè l’allargamento dei vasi sanguigni, che provoca un abbassamento della pressione arteriosa. Entrambi questi processi portano a una riduzione del volume sanguigno, con una minore ossigenazione del cervello: da qui, il classico mal di testa da calore.
Un altro fattore cruciale è la disidratazione. Non sempre ce ne si accorge subito, ma anche una perdita modesta di liquidi può alterare l’equilibrio del sistema nervoso. Il cervello, composto in gran parte da acqua, può andare incontro a irritazione delle terminazioni nervose e a una sensazione di pressione cranica. Questo tipo di cefalea è spesso diffusa su entrambi i lati della testa, a volte accompagnata da nausea leggera, stanchezza o difficoltà di concentrazione.

Chi è più sensibile alla luce intensa può manifestare anche sintomi visivi: la cosiddetta fotofobia, che si presenta quando la luce del sole diventa insopportabile e scatena un dolore immediato. Episodi simili si verificano anche in caso di variazioni improvvise della pressione atmosferica, come durante i temporali estivi o nelle giornate con forti escursioni termiche. In queste situazioni, i vasi cerebrali subiscono una sorta di instabilità che, nei soggetti predisposti, sfocia in un attacco di cefalea.
Anche l’attività fisica nelle ore più calde espone al rischio. Non è raro che durante una corsa sotto il sole si manifestino i sintomi dell’esaurimento da calore: crampi, vertigini, vista annebbiata e, ovviamente, mal di testa. A volte, questi segnali vengono ignorati, ma rappresentano i primi campanelli d’allarme di una condizione più seria: il colpo di calore.
Strategie efficaci per ridurre il rischio e prevenire la cefalea
Chi ha già sperimentato questi sintomi sa quanto possano interferire con le attività quotidiane. Ma riconoscerli in tempo può evitare complicazioni. Il primo rimedio è idratare il corpo costantemente. Non bisogna aspettare di avere sete: bisogna bere almeno 1,5–2 litri d’acqua al giorno, aumentando le dosi quando si suda molto. Un consiglio semplice ma efficace è controllare il colore delle urine: se è chiaro, significa che l’idratazione è sufficiente.
Esporsi al sole nelle ore centrali della giornata è da evitare, se possibile. Tra le 11:00 e le 16:00, meglio restare all’ombra o in ambienti climatizzati. Un cappello a tesa larga, occhiali da sole scuri e abiti in tessuti leggeri possono ridurre l’assorbimento di calore. Durante passeggiate o esercizi fisici, è utile fare pause frequenti, cercando sempre un luogo fresco per abbassare la temperatura corporea.
Anche l’alimentazione può fare la sua parte. Nei giorni più caldi, è meglio consumare frutta e verdura ricca di acqua, come cocomero, cetrioli e lattuga. Gli alimenti troppo salati, grassi o industriali possono appesantire l’organismo e peggiorare la sensazione di stanchezza. Se si avverte un mal di testa improvviso, è utile spostarsi subito in un’area fresca, applicare un impacco freddo sulla nuca o sulle tempie e bere una bevanda reidratante.
Quando il dolore è intenso, si può assumere un antidolorifico da banco, ma solo se necessario. Se invece il mal di testa è accompagnato da febbre alta, vomito, stato confusionale o difficoltà respiratorie, è probabile che si tratti di un colpo di calore. In queste situazioni, serve un intervento medico immediato.
I sintomi del caldo non vanno sottovalutati. Anche se possono sembrare passeggeri, rivelano spesso uno squilibrio interno che va corretto prima che si trasformi in qualcosa di più grave. Con le giuste precauzioni, però, è possibile affrontare l’estate senza conseguenze e tornare a godersi le giornate calde senza timori.
