Thailandia: dichiarata legge marziale al confine con la Cambogia, evacuati 130mila cittadini

Marianna Ritini

Luglio 25, 2025

Un civile cambogiano di 70 anni ha perso la vita e cinque persone sono rimaste ferite a causa di attacchi transfrontalieri provenienti dalla Thailandia. Questo tragico evento si inserisce in un contesto di crescente tensione tra i due Paesi, che ha portato a una situazione di crisi nella regione.

A seguito dell’escalation dei conflitti, il 2 dicembre 2025, le autorità thailandesi hanno imposto la legge marziale in otto distretti al confine con la Cambogia. Apichart Sapprasert, comandante dell’esercito thailandese, ha confermato che la legge marziale è attiva in sette distretti della provincia di Chanthaburi e in uno della provincia di Trat. Questa decisione riflette la gravità della situazione, che ha visto un aumento degli scontri tra le forze armate dei due Paesi.

Oggi, il primo ministro ad interim della Thailandia, Phumtham Wechayachai, ha lanciato un monito: gli scontri transfrontalieri con la Cambogia “potrebbero sfociare in una guerra”. Durante una conferenza stampa a Bangkok, il premier ha sottolineato che, sebbene gli scontri siano attualmente limitati, la situazione potrebbe degenerare ulteriormente. Le tensioni tra le due nazioni sono aumentate in modo significativo negli ultimi giorni, con attacchi reciproci che hanno causato vittime.

Evacuazioni e feriti

Meth Meas Pheakdey, portavoce della provincia cambogiana di Oddar Meanchey, ha comunicato che, a causa degli attacchi, un civile cambogiano di 70 anni è stato ucciso e cinque persone hanno riportato ferite. Nel frattempo, le autorità thailandesi hanno reso noto che il numero di civili evacuati dal confine con la Cambogia ha superato i 138.000. Il Ministero della Salute thailandese ha anche riferito che 428 pazienti sono stati trasferiti dagli ospedali della regione di confine, a causa della crescente insicurezza.

La situazione rimane critica, con i due Paesi che continuano a scambiarsi attacchi. Le evacuazioni di massa sono state attuate per garantire la sicurezza dei civili, mentre le forze armate di entrambi i lati si preparano a un possibile intensificarsi del conflitto.

Origini delle tensioni

Le tensioni attuali affondano le radici in eventi risalenti a maggio, quando un soldato cambogiano è stato ucciso in uno scontro tra le truppe dei due Paesi in una zona contesa conosciuta come il ‘Triangolo di Smeraldo’, che si estende al confine tra Cambogia, Laos e Thailandia. Questo incidente ha innescato una serie di accuse reciproche tra Phnom Penh e Bangkok, con entrambi i Paesi che hanno incrementato la presenza militare nella zona.

La Thailandia ha adottato misure restrittive, imponendo controlli ai posti di confine e minacciando di interrompere l’accesso a Internet nelle città cambogiane vicine. Da parte sua, Phnom Penh ha deciso di bloccare le importazioni di prodotti thailandesi, come frutta e verdura, e ha vietato la proiezione di film thailandesi. Entrambi i Paesi hanno richiamato i rispettivi diplomatici in seguito a esplosioni di mine lungo il confine.

La situazione è ulteriormente complicata dalla controversia legata al ‘caso Paetongtarn Shinawatra’, la premier thailandese, sospesa dall’incarico dopo la diffusione di una telefonata compromettente con il leader cambogiano Hun Sen. Questo episodio ha alimentato le tensioni, con la premier che ha criticato la Cambogia per aver innescato l’escalation.

Eventi recenti

Nelle ultime ore, i militari cambogiani hanno utilizzato droni per monitorare le truppe thailandesi dislocate al confine, mentre unità armate cambogiane si sono concentrate lungo la frontiera. Secondo un portavoce del Consiglio di Sicurezza Nazionale thailandese, tentativi di negoziato da parte delle forze thailandesi sono stati vani. Le forze cambogiane hanno aperto il fuoco, costringendo i militari thailandesi a rispondere.

La Thailandia ha denunciato l’uso di armi pesanti da parte della Cambogia e ha segnalato danni a edifici e abitazioni lungo il confine, con un bilancio di 12 morti, tra cui 11 civili e un militare. In risposta, le autorità thailandesi hanno chiuso il confine con la Cambogia.

Dall’altra parte, Phnom Penh accusa i soldati thailandesi di aver tentato di violare un accordo preesistente e di aver dispiegato droni e armi pesanti. Le tensioni continuano a crescere, con entrambi i Paesi che si preparano a un possibile conflitto armato.

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