Spalletti: “L’addio alla Nazionale continua a tormentarmi, è sempre presente”

Marianna Ritini

Luglio 25, 2025

L’ex commissario tecnico della Nazionale Italiana di calcio, Luciano Spalletti, ha recentemente condiviso le sue riflessioni in un’intervista rilasciata a Repubblica, in cui ha rivissuto i momenti difficili trascorsi alla guida della squadra azzurra. Spalletti, che ha guidato l’Italia fino all’estate del 2025, ha rivelato come l’esonero dalla Nazionale continui a tormentarlo, influenzando il suo stato d’animo e il suo sonno.

Il peso dell’esonero

Nell’intervista, Spalletti ha messo in evidenza il peso emotivo che l’esonero ha avuto su di lui. “L’esonero dalla Nazionale? Non mi passa mai. Mi toglie il sonno, mi condiziona in tutto, perché il pensiero torna sempre lì”, ha dichiarato il tecnico. Nonostante i momenti di felicità, il ricordo della sua esperienza con l’Italia sembra tornargli in mente in ogni istante. “Non sono riuscito a far capire ai ragazzi che gli volevo bene”, ha aggiunto, evidenziando il legame che aveva cercato di instaurare con i calciatori.

La chiamata della Nazionale

Spalletti ha iniziato il suo racconto parlando del momento in cui ha accettato di allenare gli Azzurri. “Quando mi hanno proposto di guidare la Nazionale non ci ho dormito due giorni”, ha affermato. Ha descritto l’importanza di rispondere a una chiamata così prestigiosa, sottolineando che non si tratta di una scelta razionale, ma di un onore. “Quando la Nazionale chiama, deve gonfiarsi il petto e mettersi a piena disposizione”, ha spiegato, lamentando una certa perdita di questo spirito.

Le sfide affrontate e le responsabilità

Il tecnico, che ha portato il Napoli alla vittoria del campionato nel 2023, ha parlato della forza e del potenziale del gruppo Italia, nonostante i risultati deludenti. “L’ho detto anche a loro: non vi fate fregare da chi dice che siete scarsi. Siete di alto livello”, ha affermato Spalletti. Ha riconosciuto che, nonostante le difficoltà, non rinuncerebbe mai a calciatori come Bastoni, Barella e Dimarco, che rappresentano un gruppo storico. Tuttavia, ha anche evidenziato come, dopo l’Europeo, sembrava che la squadra avesse trovato la giusta direzione, ma che le cose fossero cambiate inaspettatamente. “Scavando per creare il solco, l’acqua ha preso una strada sua”, ha metaforicamente descritto la situazione.

In merito ai motivi del suo fallimento, Spalletti ha espresso chiaramente le sue opinioni. “In quei mesi abbiamo avuto una pressione enorme, come l’ombra di un Polifemo sulle spalle”, ha affermato, sottolineando che non sono riusciti a liberarsi da questa pressione. Ha anche menzionato l’ultimo ritiro prima della sconfitta contro la Norvegia, dove si sono verificati infortuni inaspettati. “Se fossi stato rigettato da un gruppo di calciatori? Se fosse vero, vorrebbe dire che ho sbagliato tutto”, ha concluso, ribadendo la sua fiducia nel gruppo di calciatori che ha scelto.

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