Il politico e scrittore franco-tedesco Daniel Cohn-Bendit ha rilasciato importanti dichiarazioni riguardo al riconoscimento dello Stato di Palestina, sottolineando la necessità di un dialogo costruttivo con Israele. In un’intervista del 25 luglio 2025, Cohn-Bendit ha affermato che la decisione del presidente francese Emmanuel Macron di riconoscere ufficialmente la Palestina è “giusta” e deve essere accompagnata da un negoziato chiaro con l’Autorità Nazionale Palestinese (Anp).
Cohn-Bendit, noto per il suo ruolo durante il Maggio francese e per la sua lunga carriera come europarlamentare con i Verdi, ha evidenziato che il riconoscimento dello Stato di Palestina è un passo fondamentale per sostenere la soluzione a due Stati. Ha dichiarato che è essenziale riconoscere il governo di Ramallah come “governo provvisorio dello Stato palestinese“. Secondo lui, il riconoscimento da parte della Francia deve essere reciproco, con l’Anp che deve riconoscere lo Stato di Israele e le sue esigenze di sicurezza.
Il ruolo auspicato dell’ue e dell’italia
Cohn-Bendit ha espresso la sua convinzione che l’Unione Europea dovrebbe seguire l’esempio della Francia. Ha sottolineato che, una volta riconosciuto lo Stato di Palestina, l’Unione potrebbe svolgere un ruolo cruciale nella mediazione e nel supporto al governo palestinese nella lotta contro Hamas. Tuttavia, ha anche riconosciuto che l’Unione è attualmente bloccata dalla regola dell’unanimità, con paesi come Germania, Ungheria e Slovacchia che ostacolano progressi significativi.
Il politico ha elencato altre nazioni che potrebbero seguire la via tracciata da Parigi, come Gran Bretagna e Svezia. Ha ribadito che la mossa di Macron è in linea con le richieste di cessate il fuoco e ritiro delle truppe israeliane da Gaza, avanzate da 28 Paesi. Cohn-Bendit ha quindi affermato che anche l’Italia dovrebbe riconoscere lo Stato di Palestina, sebbene non possa prevedere le intenzioni della premier Giorgia Meloni. Ha descritto come una “falsa solidarietà” non riconoscere la Palestina, sostenendo che la sicurezza di Israele è legata all’esistenza di uno Stato palestinese indipendente.
Infine, Cohn-Bendit ha manifestato la speranza che la decisione della Francia possa avviare un processo evolutivo per superare l’attuale impasse, esprimendo la sua fiducia con un “Inshallah”, a Dio piacendo.
