Il 25 luglio 2025, alle 17:23, la Corte Costituzionale ha emesso una sentenza che ha suscitato reazioni significative tra i sostenitori della vita e dei diritti dei malati. La decisione ha respinto il ricorso presentato dall’Associazione Coscioni, il quale chiedeva il riconoscimento del diritto all’eutanasia attiva per una paziente affetta da sclerosi multipla. Questo pronunciamento ha portato sollievo a decine di migliaia di malati e disabili, come evidenziato da Antonio Brandi, presidente di Pro Vita & Famiglia onlus.
La sentenza della Corte Costituzionale
La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, affermando che consentire l’eutanasia attiva avrebbe compromesso ulteriormente il già fragile sistema di protezione legale per i più vulnerabili. Brandi ha sottolineato come una decisione diversa avrebbe rappresentato un grave danno per i diritti dei malati. La questione riguardava una donna toscana di 55 anni, nota come ‘Libera’, che si trova in condizioni di completa paralisi e non può autonomamente utilizzare farmaci letali.
Le implicazioni legali e politiche
Nella sentenza, la Corte ha anche menzionato un presunto “diritto” dei malati ad essere assistiti dal Servizio Sanitario Nazionale nella fase di verifica dei requisiti per l’eutanasia. Tuttavia, Brandi ha avvertito che tale affermazione, pur priva di vincolatività giuridica, potrebbe destabilizzare il disegno di legge proposto dalla maggioranza di centrodestra. Secondo lui, le forze politiche come Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega devono rimanere fedeli al loro mandato elettorale e adottare una posizione ferma contro l’influenza di ideologie radicali.
Appello all’unità per la vita
Pro Vita & Famiglia ha lanciato un appello urgente a tutte le associazioni impegnate nella difesa della vita, in particolare a quelle di ispirazione cristiana e cattolica. Brandi ha esortato a unire le forze per creare un movimento di opinione che racconti la vera storia delle persone vulnerabili, sottolineando l’importanza di investire in cure palliative, assistenza domiciliare e hospice dignitosi. L’obiettivo è quello di garantire che i malati e i loro familiari ricevano il supporto necessario per vivere con dignità , piuttosto che essere coinvolti in un dibattito politico che si concentra sulla morte.
La sentenza della Corte Costituzionale non solo ha avuto un impatto immediato sulla vita di molti, ma ha anche riacceso il dibattito su temi delicati come l’eutanasia e il diritto alla vita, evidenziando la necessità di un approccio più umano e compassionevole nella gestione delle sofferenze.
