Famiglia e longevità: la ‘silver economy’ come opportunità per un patto intergenerazionale

Lorenzo Di Bari

Luglio 25, 2025

L’Italia si conferma un terreno di sperimentazione per affrontare le sfide legate all’invecchiamento della popolazione, un fenomeno che si accompagna a problematiche di spopolamento e a una necessaria rivisitazione del welfare. Con un tasso di natalità in calo, il Paese si trova ad affrontare una realtà complessa, in particolare nel Mezzogiorno, dove la situazione è più critica. È essenziale, dunque, riformulare il dibattito attorno a questo tema, spostando l’attenzione dalla semplice assistenza ai giovani verso la valorizzazione dell’invecchiamento come opportunità, in grado di stimolare la silver economy e generare nuove occasioni economiche e sociali. Questa riflessione ha caratterizzato la conclusione della prima giornata del convegno “Generazioni in mutamento – 2° Focus Sud e futuri”, organizzato dalla Fondazione Magna Grecia a Scilla, in provincia di Reggio Calabria, il 25 luglio 2025.

Innovazione e solidarietà intergenerazionale

Fiammetta Pilozzi, responsabile del Centro di Ricerca della Fondazione Magna Grecia, ha aperto i lavori sottolineando l’importanza di un approccio innovativo per affrontare la denatalità e promuovere politiche per la longevità. Ha evidenziato come sia necessario rinnovare il patto di solidarietà intergenerazionale, con particolare attenzione ai territori del Mezzogiorno, noti per la loro resilienza e le forti reti informali. Secondo Pilozzi, i territori devono essere al centro delle strategie di sviluppo, affinché si possano creare sinergie tra diverse generazioni.

Fabio Miraglia, imprenditore e presidente di Giomi Rsa, ha suggerito un’idea innovativa per sfruttare i borghi abbandonati, trasformandoli in villaggi modello anglosassone. Questi spazi potrebbero fungere da incubatori per la silver economy, attirando anziani da tutta Italia. Miraglia ha enfatizzato l’importanza di un sistema che non si basi esclusivamente sul volontariato, ma che crei anche opportunità lavorative, supportato dalla rivoluzione digitale.

Nuovi modelli abitativi e assistenza sanitaria

Il concetto di riqualificazione dei territori è stato ripreso da Miraglia, il quale ha descritto come un approccio innovativo possa portare a nuovi modelli abitativi. Questi spazi dovrebbero unire la condivisione e la privacy, offrendo servizi personalizzati e monitorati digitalmente. La tecnologia, ha aggiunto, può anche facilitare il contatto tra anziani e familiari, creando nuove figure di caregiver capaci di utilizzare strumenti digitali per migliorare la qualità della vita degli anziani.

Rocco Mammoliti, responsabile della Sicurezza informatica di Poste Italiane, ha illustrato come l’azienda non abbia abbandonato alcun borgo, credendo fermamente nella connessione tra il mondo fisico e quello digitale. Poste Italiane ha avviato il progetto Police, che integra servizi della Pubblica Amministrazione all’interno degli uffici postali, creando così un punto di riferimento per gli anziani che necessitano di supporto.

Attualmente, in Italia, circa 14 milioni di persone hanno più di 65 anni, rappresentando il 24% della popolazione. Con l’aumento dell’età, si prevede un incremento dei problemi di salute legati all’invecchiamento. Pietro Rossi, cardiologo e co-fondatore di Policardio, ha proposto una piattaforma innovativa per monitorare la salute degli anziani, facilitando la comunicazione tra pazienti e medici e garantendo assistenza tempestiva.

Rivoluzione digitale e inclusione sociale

La digitalizzazione ha il potenziale di trasformare l’assistenza sanitaria e il settore assicurativo, come ha illustrato Alberto Polverino, direttivo del cluster C.H.I.C.O. Egli ha sottolineato l’importanza di sviluppare prodotti e servizi assicurativi incentrati sulla prevenzione e sull’assistenza domiciliare, promuovendo al contempo l’educazione finanziaria per una gestione consapevole delle risorse da parte degli anziani.

Rossana Oliva De Conciliis, presidente onoraria della Rete per la Parità, ha richiamato l’attenzione sull’importanza di garantire parità di diritti e opportunità, specialmente per le donne, che vivono più a lungo ma sono maggiormente vulnerabili dal punto di vista economico. Il suo intervento ha messo in evidenza la necessità di sviluppare politiche inclusive che tengano conto delle diversità di genere.

La due giorni di dibattito è stata arricchita da una ricerca condotta dalla Fondazione Magna Grecia, che ha evidenziato le preoccupazioni dei giovani riguardo alla genitorialità, legate al timore di perdere opportunità di vita e professionali. Francesco Pisani, professore di Neuropsichiatria infantile, ha sottolineato l’importanza del patrimonio culturale come strumento di identità e apprendimento, evidenziando la necessità di renderlo accessibile alle famiglie.

Infine, Daniele Carnovale, CEO di Guides4You, ha presentato un dispositivo innovativo per migliorare l’accessibilità ai beni culturali, mentre Chiara Benedetto, presidentessa della Fondazione Medicina a misura di donna, ha introdotto il “passaporto della cultura”, un’iniziativa che offre ai nuovi genitori l’accesso gratuito a musei e siti culturali.

Nino Foti, presidente della Fondazione Magna Grecia, ha concluso l’evento sottolineando l’importanza di ripensare il sistema Paese in relazione all’invecchiamento e alle nuove insicurezze sociali, evidenziando la necessità di politiche abilitanti per sostenere la genitorialità e promuovere un futuro migliore per le nuove generazioni. Il lavoro della Fondazione Magna Grecia si propone di unire le diverse generazioni e valorizzare il Mezzogiorno come un laboratorio di innovazione e inclusione.

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